Rifiutata da sette coppie, bimba down viene adottata da un single.
Il 4 ottobre 2017, a Napoli, una neonata affetta dalla sindrome di Down viene adottata da un single. Verrebbe da domandarsi come sia possibile, visto che nel nostro Paese le leggi prevedono che l’unica famiglia “perfetta”, e quindi idonea all’adozione di un minore, sia quella formata da una coppia di individui etero.
“Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia”. Così dichiarano i diritti riguardo la tutela minorile, il problema però è che un single o una coppia omosessuale non hanno il diritto di essere considerati idonei a formare una famiglia. Nel caso di questa bambina, data alla luce e non riconosciuta dai genitori naturali, la sorte ha girato diversamente: dopo aver affrontato il rifiuto di ben sette coppie “perfette“, è stata affidata ad un uomo single, candidato all’adozione, che si è dichiarato disponibile ad adottare un minore disabile.
La creazione di questa nuova famiglia ‘imperfetta‘ ha acceso un faro su un argomento spinoso: in Italia l’adozione non è consentita ai single, salvo il bambino abbia gravi disabilità. In questo caso può essere adottato anche da chi non vive in coppia; la prima considerazione in merito allo scandalo di Napoli ci viene suggerita dal presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, molto sensibile alla questione: “Se sei single in Italia non puoi adottare, visto che la legge in vigore prevede che all’istituto possano accedere solo le coppie etero sposate. Però se, come è accaduto per questa bambina down di Napoli, ben sette famiglie rifiutano di prendersi cura di te, allora scatta la possibilità dell’adozione speciale prevista dalla normativa, appunto, per casi particolari. In questa vicenda emerge tutta la crudeltà di una legge vecchia, ottusa, che non pone al centro il diritto dei bambini di poter crescere grazie a figure genitoriali dedicate ma che risulta ancora vincolata a pregiudizi che in tutte le democrazie del mondo sono da molto tempo superati” .
Non a caso, come ci informa Mancuso, si tratta propriamente di “adozione speciale”, che sembra essere solo un modo garbato di dire “imperfetto”. Dietro a questa vicenda, tralasciando l’amore che nascerà in questo nuovo e imperfetto nucleo familiare, si cela un problema di fondo presente nella giustizia italiana. I parametri con cui vengono definite le caratteristiche di un possibile genitore adottivo contraddicono quello che è il fine ultimo dell’istituto dell’adozione cioè la tutela minorile e la salvaguardia della serenità del minore.
Qui non solo la tutela del minore passa in secondo piano, ma anche la tutela dei diritti umani valica il campo del no-sense. Insomma questo evento è un altro esempio dell’ostilità riservata all’individuo ‘diverso’, ‘anormale’, ‘imperfetto’, ma speriamo che l’eco suscitata apra gli orizzonti di una forma mentis primitiva e ancorata all’ecclesiastica concezione di ‘giusto’.
Per quanto ne sappiamo, ora, per il neo-papà e la piccola inizierà un nuovo capitolo. L’uomo sarà sottoposto a un periodo di pre-affidamento, al termine del quale i giudici valuteranno l’inserimento definitivo della bambina nella nuova famiglia. E che sia un genitore single non importa.
Speriamo che il binomio ‘imperfetto’, che si è venuto a creare il quattro di ottobre a Napoli, sia un esempio per la Giustizia nel vero senso del termine.
(Fonti – Immagine in evidenza: https://www.cronachedellacampania.it/2017/10/sei-single-puoi-adottare-un-figlio-solo-se-affetto-dalla-sindrome-di-down/)
