Il 7 ottobre 2017, il Comitato norvegese ha assegnato un importante riconoscimento internazionale, il Nobel per la pace, all’ICAN – l’ Organizzazione per il bando alle armi nucleari – con l’intento di riconoscere “il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi”.

L’obiettivo è quello di avviare negoziati per la definitiva abolizione delle quindicimila armi nucleari presenti nel mondo.
Il nuovo trattato per la messa al bando delle armi nucleari, adottato dall’ONU, entrerà in vigore quando verrà ratificato da 50 Stati.

La Direttrice esecutiva di ICAN, Beatrice Fihn, ha annunciato: “È un premio importantissimo per coloro che lavorano, dal 1945, alla lotta contro le armi nucleari, un tributo ai sopravvissuti di Hiroshima e anche alle vittime dei test nucleari che ancora si fanno”.
Il Presidente Donald Trump, in relazione alle politiche nei confronti della Corea del Nord, ha detto: “Non si può minacciare di uccidere milioni di persone con la pretesa della sicurezza: ciò li fa vivere in una situazione di insicurezza permanente. È un comportamento inaccettabile”.

La Presidentessa del comitato Nobel norvegese ha spiegato che l’assegnazione del  suddetto premio all’ICAN risponde a tre criteri: la promozione della fraternità tra le nazioni, l’avanzamento del disarmo e del controllo delle armi e la promozione di Congressi di pace.
“È ferma convinzione del Comitato Nobel – ha riferito Berit Reiss Andersen – che l’ICAN abbia contribuito enormemente e che abbia dato un nuovo vigore al progetto di un mondo senza armi nucleari”.

Il premio Nobel è stato conferito all’ICAN proprio per via delle tensioni degli Stati Uniti con la Corea del Nord e con l’Iran, proprio mentre il Presidente Donald Trump si prepara a stracciare l’ accordo sul nucleare iraniano raggiunto dal Cinque più Uno nel luglio 2015.
Si tratta, dunque, di un premio assegnato in un momento di alta tensione, che non è dovuta solo agli esperimenti nucleari del regime nordcoreano di Kim Jong-un, il quale sta sfidando la comunità internazionale e ha messo in difficoltà lo stesso regime di Pechino, che finora è stato il suo maggior sponsor politico ed economico, pur avendo dato il via libera alle sanzioni decise all’ONU.

Il Nobel all’ICAN è stato letto come un messaggio alla Corea del Nord e all’Iran, ma solo in parte è così.
Il Presidente del Comitato del Nobel ha spiegato: “Stiamo mandando un messaggio a tutti gli Stati, in particolare a quelli provvisti di atomica”.
E’ la diciannovesima volta che il Nobel per la pace va a chi si batte in favore del disarmo; nel 2013, esso era stato assegnato all’Organizzazione per la proibizione di armi chimiche; il Comitato lo aveva motivato con “l’impegno a favore dell’ eliminazione delle armi e degli arsenali chimici nei vari scenari di guerra in tutto il mondo”.

La stessa Fihn ha colto l’occasione per fare un appello a Trump e Kim Jong-un: “Devono fermarsi”.
Secondo il direttore dell’ICAN, “dovrebbero sapere che le armi nucleari sono illegali”.
La scelta è stata approvata dall’Alta rappresentante UE, Federica Mogherini, protagonista dell’accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015: ”È bene vedere il premio Nobel per la pace 2017 assegnato all’Ican perché condividiamo un forte impegno a raggiungere l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *