Il Liceo Sandro Pertini di Ladispoli è stato premiato nella 45° edizione del Concorso nazionale bandito dall’EIP.
L’evento, svoltosi nella Capitale, ha visto consegnare diversi riconoscimenti ad alcuni studenti della nostra scuola grazie ai lavori con cui hanno partecipato alla competizione.
Così come la Stella Polare guida i naviganti, l’EIP (Ecole Instrument de Paix) tenta di condurre il nostro continente verso tutti quei valori che oggi sembrano persi del tutto, sfruttando l’energia dei giovani in un progetto rivolto alle scuole di tutta Italia
“In un Mediterraneo mosso che ha perso i suoi valori, naviga il vascello dell’Europa alla ricerca della bussola che possa indicare la strada giusta per riscoprire la fraternità.”
Questo è l’obiettivo che si sono posti e che si evince semplicemente osservando la locandina della premiazione della 45° edizione del Concorso nazionale, alla quale quest’anno anche il nostro Istituto è stato invitato a partecipare.

Infatti, il 25 Ottobre 2017, una delegazione di nove studenti della classe 2°A: Michele Basile, Giorgia Callea, Nicolò Fragale, Francesca Marasco, Andrea Pelliccione, Jessica Polese, Giada Ricci, Giulia Tassini e Valerio Timo (in rappresentanza dei compagni con cui hanno lavorato al progetto) e una studentessa della classe 5° A, Arianna Sette, si sono recati, accompagnati dalla Prof.ssa Sabrina Russo, presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II” di Roma.
La nostra scuola ha ricevuto il primo premio per la sezione “Diritti Umani e Legalità” grazie a dei lavori (power point e video spot) sui temi della Shoah, del bullismo e dei diritti umani, mentre vi è stata una menzione speciale per il saggio breve sull’Europa realizzato da Arianna Sette.
Ad allietare la premiazione dei vari Istituti ci hanno pensato gli studenti del Marconi di Civitavecchia, cimentandosi nell’esecuzione di alcuni spartiti musicali, ed alcuni docenti con la lettura di poesie.
Tra i vari temi, sui quali si è maggiormente discusso, quello più sentito è stato il modo di vivere e vedere la scuola, una scuola che non dovrebbe imporci verità indiscutibili, ma darci lo stimolo per acquisire un pensiero critico ed in questo compito la figura del docente risulta fondamentale: infatti un professore che ami questo mestiere di incredibile e trasversale bellezza e professionalità e che, di conseguenza, lo svolga con entusiasmo e passione può diventare contagioso ed essere al tempo stesso un educatore e motivatore.
A prender più volte la parola nel corso dell’evento è stata la presidentessa dell’associazione, la prof.ssa Anna Paola Tantucci, chiarendo che noi giovani siamo la forza motrice necessaria a ridestare il nostro continente da questo torpore che crea conflitti e disgregazioni nel mondo intero.
“La cultura dà identità” ha detto, rendendo onore a quelle che sono state le mura che hanno ospitato la premiazione.
Del resto quale posto è migliore di una biblioteca per parlare di cultura?! “Oltre a scrivere libri serve qualcuno che li legga” sono state invece queste le parole del rettore della LUMSA, il professor Francesco Bonini per far capire a noi ragazzi quanto possano essere utili quei tomi che molto spesso disdegniamo. La cosa che ha maggiormente colpito noi studenti è stata, però, una domanda che ci è stata posta all’inizio dell’evento: “Cosa fa la scuola dentro la scuola?!”
Posso dire con assoluta certezza che alla fine di tutto la risposta ci si è palesata di fronte agli occhi. Tutte quelle ore passate a realizzare i progetti, le ricerche svolte e le discussioni che inevitabilmente hanno caratterizzato i nostri incontri, ci hanno portato a porci delle domande, facendo sì che riscoprissimo più attivamente il nostro passato, che vivessimo con maggior coscienza il presente, rendendoci anche più consapevoli del nostro ruolo nel futuro.
“Ecco cosa fa la scuola dentro la scuola”
