Il tumore del testicolo è una malattia relativamente rara ma è tuttavia il tumore più frequente nella popolazione maschile compresa tra i 15-34 anni con un aumento nei paesi industrializzati costante nel tempo. Circa il 40% dei tumori del testicolo arriva alla diagnosi già ad uno stadio avanzato, il 20% dei pazienti si presenta con malattia già disseminata nel corpo Questa condizione obbliga, dopo l’intervento chirurgico, ad effettuare lunghi e a volte pesanti percorsi di cure; implica inoltre un incremento della mortalità.

Un programma di prevenzione uro–andrologico basato sull’insegnamento dell’autopalpazione, già ampiamente pubblicizzata per prevenire le malattie del seno nelle donne,  potrebbe portare ad una diagnosi precoce (molti studi internazionali hanno dimostrato la poca conoscenza di questa malattia tra i giovani e la totale incapacità a praticare l’autopalpazione da parte della popolazione maschile).

In Italia, negli ultimi 10 anni, non ci sono stati decessi per tumore del testicolo in età infantile. Sebbene sia noto che questa malattia sia meno presente nei bambini, l’assenza totale di decessi  registrati deve far pensare alla possibilità che l’organizzazione del nostro sistema sanitario assicuri in età pediatrica  una maggiore protezione o una diagnosi più precoce. L’ipotesi più credibile è che in questa fascia di età ci sia più attenzione da parte dei genitori, dei medici scolastici e sportivi, con il risultato finale di un controllo obiettivo più attento e costante. E se il controllo costante è il primo passo verso un miglioramento della “disability free life expectancy”, insieme all’insegnamento di corretti stili di vita, un incontro per insegnare l’autopalpazione potrebbe essere la chiave per ottenere lo stesso risultato anche in età più “mature”.

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Tempo fa è stato promosso nella nostra città un programma di prevenzione con visita andrologica per tutti i ragazzi di età compresa fra i 13 e i 18 anni, avvisati della possibilità di fruire di questo servizio da una lettera inviata dal Comune. Chi ha partecipato non solo ha ricevuto informazioni sulla malattia, ma anche sull’autopalpazione come strumento di prevenzione e sulla gestione della presunta ansia che essa, secondo alcuni, procurerebbe. Inoltre nella stessa sessione è stato possibile promuovere messaggi comportamentali  per la prevenzione delle MST (malattie a trasmissione sessuale) e la rilevazione di patologie già presenti e/o misconosciute.

Speriamo che le istituzioni ai vari livelli possano continuare a promuovere tali servizi per il benessere di tutti noi.

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Fonti: Immagine in evidenza, Immagine Visita di leva, immagine visita ad un ragazzo

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