Il 4 marzo scorso gli Italiani si sono ritrovati con la matita in mano e la scheda elettorale davanti ai loro occhi. Liste, simboli, candidati: ardua la scelta da parte degli elettori di tracciare la “X” sul partito in cui si riconoscevano meglio.

 

Si è dovuto scegliere per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato e per il rinnovo dei governatori e del consiglio regionale di Lazio e Lombardia. Un incarico non indifferente per i votanti italiani, soprattutto per i neo elettori, i nati nel ’99, che hanno dovuto fare i conti con dicerie popolari, telegiornali, Internet e famiglie cercando di creare un proprio pensiero critico a riguardo.

 

Non è certo facile, infatti, combattere senza paura per i propri ideali in un’Italia che, come si è visto, è divisa in due tra il Movimento Cinque Stelle e il Centro Destra, con un Partito Democratico all’opposizione che sembra ormai essere annegato.

 

Le conferme di questa difficoltà sono state date dai ragazzi del Pertini: ragazzi che, dimostrando l’amore per il proprio Paese, hanno votato secondo le loro inclinazioni e dopo essersi informati sui vari fronti. Alcuni di loro sono convinti che non ci sia più nulla da fare, che l’Italia sia un Paese bello da visitare, ma non da vivere.

 

Sono i ragazzi abituati a sentirsi dire che in Italia non ci sia futuro per loro, che il lavoro non li soddisferà mai e che la pensione sarà solo un miraggio. Ragazzi che hanno perso fiducia nei confronti della loro nazione.

 

Poi, però, ci sono anche molti studenti che guardano al domani con positività. Sono proprio loro che affermano con determinazione che non è ancora tutto perduto. L’ottimismo di una gioventù logorata dalla crisi economica, da una rete sempre più pericolosa e talvolta malsana dovrebbe essere il motore di tutte quelle persone che ormai non riconoscono l’Italia in quanto casa, inteso come luogo sicuro e protetto.

 

“Cambiare si può”: è questo il messaggio che vogliono diffondere gli studenti del Pertini che quest’anno si sono vestiti dei panni degli elettori; è questo lo slogan di ragazzi che sono stanchi di essere sempre etichettati e mai ascoltati. Sono maggiorenni con tanta strada ancora da fare, tante scelte da prendere, tante nozioni e lezioni di vita da imparare.

 

Molti di loro, però, al di là di qualunque forza politica, di ogni partito, religione, genere e provenienza, credono ancora fermamente nelle possibilità del proprio Paese e sperano che chiunque d’ora in avanti presiederà il Parlamento possa far tornare la luce negli occhi degli Italiani.

 

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