In alcune parti del mondo ragazzi e bambini devono compiere quotidianamente tragitti pericolosi per raggiungere la loro meta: la scuola.
Andare a scuola è un dovere e un diritto che appartiene ad ognuno ed è indispensabile per la crescita e l’arricchimento del bagaglio culturale di ogni individuo.
Nonostante ciò, sono molte le difficoltà dovute alla società o all’ambiente in cui si vive che, in alcuni Paesi, ancora oggi ostacolano la frequenza scolastica. Infatti, a differenza dell’Italia, dove l’istruzione è garantita, in altre parti del mondo per molti bambini è un lusso da conquistare con fatica, poiché è la meta di lunghi tragitti, spesso molto rischiosi da percorrere.
Ci siamo mai chiesti quali siano le difficoltà che questi bambini meno fortunati devono affrontare per frequentare le lezioni?
Nella comunità Huancavelicana di Sillco, in Perù, ogni giorno molti bambini mettono a rischio la propria vita per frequentare le lezioni: sono costretti ad attraversare fiumi e foreste, dove non vi sono infrastrutture che permettano loro spostamenti agevoli. Un bambino di Huancavelica ogni giorno deve affrontare una vera e propria sfida con la natura; la scuola più vicina al paese è quella di San José de Cangari, situata nella provincia di Huanta in Ayacucho. Per poterla raggiungere è necessario oltrepassare il fiume Cachi. Ma non c’è un ponte che congiunga le due sponde del fiume: ogni bambino o ragazzo deve varcarlo servendosi di una struttura fatta di corde e pali.
Molti accettano i rischi e percorrono queste strade che, seppur pericolose, permettono all’alunno di giungere a destinazione in minor tempo rispetto alle lunghe cinque ore di cammino all’andata e al ritorno per coloro che non vogliono rischiare la propria vita.
John Berrocal Quispe, presidente della comunità di Sillco, racconta che nel 2011 fu costruito artigianalmente un ponte che potesse congiungere le sponde del fiume Cachi. La struttura fu costruita, ma ben presto crollò a causa delle piogge e, fino ad oggi, la comunità non è stata più in grado di ricostruirne un altro.
Con la stagione delle piogge il livello del fiume Cachi ha continuato a salire. Utilizzare strutture fatte di corde e pali diventava un grande rischio per i bambini. Infatti il canestro nel quale si muovono i ragazzi e bambini non ha una base o una griglia che impedisca loro di cadere: solo una corda viene intrecciata e utilizzata come sedile, ma questa soluzione mette le loro vite in costante pericolo.
Nonostante la gravità della situazione, le istituzioni sembrano proprio ignorare problematiche come questa e, purtroppo, non solo i bambini di Huancavelica devono rischiare le loro vite per andare a scuola. Non molto lontano dal Perù, anche in Colombia, a Rio Negro, i bambini devono attraversare un fiume tramite un filo metallico di 400 metri per raggiungere la scuola.
Nello Zanskar, una regione del Kasmir, molti giovani devono percorrere l’Himalaya indiano. Poco più lontano, sempre nello Jammu e Kashmir, ragazzi e bambini portano con sé, nel loro tragitto verso casa, i banchi di scuola, salvandoli così dalle frequenti alluvioni che rendono inagibile la scuola.
In Indonesia, invece, la situazione è differente: qualcuno ha deciso finalmente di intervenire. Per raggiungere il villaggio di Sanghiang Tanjung, dove è situata la scuola, fino a poco tempo fa i ragazzi erano costretti ad attraversare il fiume Ciberang, rischiando di annegare. Per passare dall’altra parte bisognava infatti restare aggrappati a quel che restava del ponte danneggiato. Dopo la diffusione di una fotografia del ponte malmesso, una delle aziende edilizie indonesiane più importanti ha deciso di intervenire e ha costruito nella zona un ponte di ferro molto più sicuro.
Rischiare la vita per andare a scuola può sembrare così assurdo e lontano dalla nostra realtà. La possibilità di studiare non deve essere data per scontata ma deve essere considerata un grandissimo privilegio. Del resto lo studio è un formidabile mezzo di emancipazione e di acquisizione di un proprio pensiero critico nei confronti della società che ci circonda.
La scuola deve essere però un luogo sicuro. Così come il tragitto verso la scuola deve essere il più agevole possibile. Non si può permettere che dei bambini debbano rischiare la propria vita per ottenere un’istruzione che spetterebbe loro di diritto.

Per questi bambini solo arrivare a scuola può essere un pericolo ma nonostante questo lo fanno perché loro e loro famiglie hanno capito che l’istruzione è l’unica arma per un futuro migliore per l’intero pianeta.
Bell’articolo.
Serve agli adulti che possono e devono intervenire per evitare queste situazioni di pericolo; ma serve anche ai nostri ragazzi che danno per scontato comodità acquisite e non capiscono quale fortuna abbiano di vivere nel continente dove il diritto allo studio è nei principi fondamentali della nostra Costituzione.
Grazie mille! Il mio intento era proprio quello di far comprendere quanto sia importante e non sia scontato avere la possibilità di andare a scuola.