“Queste facciate finte, per l’inclinazione della costiera, sorgono in basso a filo del monte, e in alto sporgono un poco: in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto[…]. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante[…]. Le porte erano aperte per il caldo. Io guardavo passando, e vedevo l’interno delle grotte, che non prendono altra luce e aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette. Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali.
Ogni famiglia ha, in genere, una sola di quelle grotte per tutta l’abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini e bestie. Cosí vivono ventimila persone. Di bambini ce n’era un’infinità. In quel caldo, in mezzo alle mosche, nella polvere, spuntavano da tutte le parti, nudi del tutto o coperti di stracci. Io non ho mai visto una tale immagine di miseria: eppure sono abituata, è il mio mestiere, a vedere ogni giorno diecine di bambini poveri, malati e maltenuti. Ma uno spettacolo come quello di ieri non l’avevo mai neppure immaginato.
Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie; e le mosche gli si posavano sugli occhi, e quelli stavano immobili, e non le scacciavano neppure con le mani. Sì, le mosche gli passeggiavano sugli occhi, e quelli pareva non le sentissero. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era, quaggiù: ma vederlo così, nel sudiciume e nella miseria, è un’altra cosa”.
(Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli. Einaudi 1945. Descrizione di Matera affidata alla sorella dello scrittore)

Carlo Levi, condannato al confino in Basilicata per antifascismo, descrive il mezzogiorno italiano come una diversa civiltà provvista di “antichissima sapienza e paziente dolore”.
Le grotte di cui parla Levi, oggi meta turistica, allora erano la casa di tantissime famiglie. Fino al Settecento, grazie al sistema idraulico di pozzi, cisterne (la più grande il Palombaro Lungo) e neviere, la città aveva prosperato, ma innanzi alla spropositata crescita demografica e carestia, col tempo (nel Novecento) il sovrappopolamento rese le condizioni igieniche insostenibili (mortalità infantile quattro volte superiore alla media nazionale) e frequenti le epidemie.
A seguito della denuncia di Levi (1945), molti intellettuali e politici si interessarono alla situazione nei Sassi fino anche ad essere definita da Palmiro Togliatti “la vergogna d’Italia” e dopo non molto, nel 1952, l’allora presidente del consiglio Alcide De Gasperi firmò la prima Legge Speciale per lo sfollamento dei Sassi di Matera: impose a due terzi degli abitanti della città di abbandonare le proprie case per trasferirsi nei nuovi rioni che lo stato prendeva carico di costruire, con la promessa anche di un appezzamento di terra da coltivare.

I Sassi furono svuotati, divennero una città fantasma ai margini della nuova in costruzione; benché le condizioni igieniche fossero disumane e la vita fosse dura e arretrata nei Sassi, non fu facile convincere i vecchi, che avevano vissuto tutta la propria esistenza in quelle grotte, a trasferirsi nel nuovo rione, tantoché coloro che avevano deciso di non trasferirsi furono indirettamente obbligati dallo stato, poiché in caso avrebbero dovuto ristrutturare i Sassi a proprie spese, con i propri soldi, che vecchi contadini che vivono in grotte non avevano.
Dopo le travagliate e dolorose operazioni di sgombero dei Sassi, e la rivalutazione dell’area, Matera arrivò a divenire nel 1993 patrimonio dell’UNESCO e nel 2019 capitale europea della cultura.
Un passo nel passato
Matera può essere considerata come un libro della storia d’Italia e del mondo scritto dall’uomo in tutti questi secoli fino ad ora.
La città dei Sassi è ritenuta la terza città più antica al mondo, grazie ai numerosi reperti preistorici sappiamo che vi furono i primi insediamenti già dal paleolitico e neolitico, dove le ‘case grotta’ costituivano le dimore per i materani (tutt’ora visitabili insieme alle chiese rupestri).
I sassi sono le antichissime abitazioni dei materani ricavate scavando la roccia calcarenite e in seguito modellate in strutture sempre più articolate.
Proprio i sassi costituiscono l’agglomerato urbano, oggi centro storico.
I complessi rupestri hanno costituito la prima forma del
nucleo urbano con ambienti ancora oggi presenti inglobati dentro edifici e
fabbricati costruiti fuori terra dal medioevo in poi. Matera sarà profondamente
condizionata dal Cristianesimo e proprio nel medioevo l’agglomerato urbano fu
arricchito e in parte trasformato in imponenti luoghi di culto.
Furono costruiti edifici imponenti tra i quali
la maestosa Cattedrale di Matera, la chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa
di S. Domenico, la Chiesa di Santa Maria della Valle Verde sulla via Appia.
Così si comincia a formare il nucleo urbano intorno alla cattedrale sulla collina della Civita e si dividono i sassi in tre zone: il Sasso Barisano a Nord, il Sasso Caveoso a Sud e la Civita che costituisce la zona centrale.
I Sassi sono stati scavati su uno dei versanti del canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante è presente il Parco Archeologico Nazionale delle Chiese Rupestri del Materano noto anche come Parco della Murgia Materana.
I Sassi di Matera oggi mostrano ai visitatori un grande paesaggio culturale e presentano una serie vastissima di elementi stratificati nel tempo, dai complessi rupestri opera dell’uomo, alle chiese rupestri, aree di sepoltura, questi si alternano continuamente con fabbricati di tutte le epoche: medioevo, rinascimento, barocco fino ai nostri giorni.
Tutto ciò incastonato l’uno nell’altro regala all’uomo un luogo unico e magico.
Matera rivela una realtà antica e incontaminata dallo scorrere del tempo.
Non a caso Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson hanno usato Matera per i loro film, come perfetta ambientazione dei racconti biblici.
A pochi mesi dal 2019
Con 9 voti su 13 Matera è stata designata insieme a Plovdic in Bulgaria come capitale europea della cultura.
La Capitale europea della cultura è un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’UE.
Questa cittadina lucana, prima del sud ad ottenere tale nomina, riceve così un grande impulso per valorizzare il suo immenso patrimonio culturale.
Per ulteriori informazioni: https://www.matera-basilicata2019.it/it/
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