Nell’Enciclopedia Treccani, i social network vengono definiti come siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro (http://www.treccani.it/enciclopedia/social-network/). Lo scopo originario di questi social network è quindi unire più persone possibile. Ma quali sono le modalità con cui questo oggi accade, soprattutto tra la nuova generazione di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni?

Spesso si cammina per strada e ci si imbatte in ragazzi che non guardano dove poggiano i piedi, perché troppo occupati a fissare il loro telefonino. Quando un ragazzo ritorna a casa da scuola non ascolta i genitori, e anche durante il pranzo ha gli occhi puntati sullo schermo, magari anche con delle cuffie; il pomeriggio i compiti diventano un intervallo tra un video su YouTube e una storia su Instagram. Perché i ragazzi desiderano isolarsi dal mondo reale? Forse il web offre una vita migliore, un piccolo scorcio nella quotidianità dei vip, che si presentano sempre felici, in viaggio e spensierati. 

Ogni ragazzo però vive l’internet in modo diverso. Per capire davvero cosa significhino i social per i ragazzi, ho posto 7 domande a una classe di II media dell’Istituto Comprensivo “Marina di Cerveteri”. Le risposte sono riportate in modo anonimo.

In media i ragazzi hanno profili su tre o quattro social, che sono principalmente Instagram, YouTube, WhatsApp e TikTok. Tra questi il social più amato è Instagram: “Mi piace Instagram perché posso diventare famosa, posso vedere ciò che fanno gli altri, e far vedere ciò che faccio io”. Il far vedere diventa sinonimo di popolarità, successo e ostentazione: il fulcro è mostrare di avere di più di chi guarda. Questo è una diretta conseguenza dell’esibizionismo delle celebrità (o influencer), che insegnano ai giovani che è importante vestire firmato e uscire ogni sera.

Le ore minime che si passano sui social sono due, le massime dieci; molti ragazzi però si rendono conto da soli che il tempo che passano sulle piattaforme online è troppo. Ma questo tempo è sprecato o no? “Dipende: se ci passi dieci minuti secondo me va bene. Siamo nel 2018 e sono utili alla fine, basta non abusarne. Se ci passi dieci ore diventa inutile, ma soprattutto noioso: che ci fai per dieci ore su Instagram?”. 

Nella classe è presente un ragazzo che dice di aver già raggiunto il successo, che passa “molto tempo, soprattutto la sera” sui social: “È giustissimo il tempo che ci passo, è utile: sono famoso sui social, quindi è necessario”.

Su 13 ragazzi, 7 di loro desiderano avere successo sui social, perché? “Perché gli influencer sono ricchi, belli, famosi, acclamati, lanciano mode: se uno di loro dice ‘A’, tutti lo seguono. Anche io voglio ottenere il successo ed essere come loro”. D’altra parte altri, pochi, ragazzi la pensano  diversamente: “Non mi interessa aver successo sui social network: vorrei essere ricordata nella storia, e io voglio sperare che in futuro non verranno ricordati la Ferragni, Sfera Ebbasta e altri così”.

A molti giovani importa solo apparire, non mostrarsi come sé stessi: se è necessario per raggiungere il successo, anche semplicemente tra amici, è lecito nascondere i propri interessi che vanno contro la moda. 

Gli influencer, come dice il loro nome, influenzano i ragazzi, fino a fargli credere che ciò che a loro piace è bello universalmente. Sono stati fissati degli standard di bellezza , che devono essere rispettati, a meno che non si voglia apparire come lo “sfigato”: “È più importante la marca della maglietta in sé: non importa se ti piace o no, se c’è scritto sopra Gucci è bella”.

I social hanno portato a ragionare in nuovo modo, canonizzato e sempre uguale. 

Lo scopo originario dei social è stato quindi sostituto da uno nuovo: arrivare al successo faticando il meno possibile. Non servono più ad unire le persone, ma a crearsi un seguito di followers che ti osanna.

I social sono il nuovo mezzo di comunicazione, ma troppo spesso tendono ad isolare i giovani per creare una nuova vita perfetta sull’internet. 

4 pensiero su “I social network per la nuova generazione”
  1. Articolo che fa riflettere. Esatta descrizione della nuova generazione, dove si evince molta superficialità e poca attenzione anche da parte dei stessi genitori.

    1. Non tutti i ragazzi per fortuna hanno lo stesso pensiero, e non tutti hanno la stessa famiglia alle spalle. Il nostro futuro dipenderà da questi pochi giovani che la pensano diversamente.

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