Un terzo degli Europei sostiene che ricordare l’Olocausto “distragga” da altre atrocità contemporanee; un millennial francese su cinque non ne ha mai sentito parlare; un terzo degli Europei sa poco, o nulla, riguardo ad uno dei più infamanti capitoli della storia mondiale. Lo ha rilevato un sondaggio commissionato dall’emittente televisiva americana CNN e svolto in sette Paesi europei, tra cui l’Ungheria e la Polonia, paesi in cui furono attivi numerosi campi di sterminio nazisti. Non che gli americani se la passino meglio, anzi: circa il 45% degli adulti statunitensi (di fronte alla quasi totalità dei giovani) non sa nominare un solo campo di concentramento, e il 10% della popolazione non era convinto di aver mai sentito parlare di Olocausto.
Noi di Res Novae abbiamo cercato di riproporre il sondaggio della CNN su base locale, su un campione simbolico di 40 persone interrogate tra Ladispoli e Cerveteri.
Ricalcando le domande originali, abbiamo posto tre quesiti agli intervistati. Anzitutto, abbiamo loro chiesto se fossero in grado di quantificare pressappoco la totalità delle vittime dello sterminio nazista e tra queste il numero di ebrei e di rom; di nominare almeno un campo di concentramento; di supporre che percentuale rappresentino gli ebrei oggi in rapporto alla popolazione globale.

Sulla prima domanda, a differenza delle aspettative, molte persone hanno espresso sincera confusione, e una sensibile insicurezza. Molti, fortunatamente, hanno immediatamente quantificato le vittime in milioni, per quanto variabili da due o tre ad oltre quindici: in particolare, è alquanto singolare il caso di una sovrastima esagerata del numero di morti, tra i cinquecento milioni e il miliardo abbondante. Purtroppo, però, non sono mancate, soprattutto tra i più giovani, stime notevolmente riduttive, anche da parte di individui ampiamente scolarizzati. Qualcuno ha supposto circa centomila vittime, qualcun altro cinquantamila, qualcun altro ancora addirittura venticinquemila, fino al risibile parossismo di duemila o mille morti, avanzato da quindicenni. Tristi, infine, il caso di una ragazzina dodicenne, totalmente ignara dell’argomento, e quello di una trentenne che, alle nostre domande, ha risposto: “Ah, l’uccisione degli ebrei! Eh, boh, 100.000, e ebrei… 50.000. No, nun te lo so di’. Oh Madonna ma che ne so, 30%”. Per quanto riguarda invece il numero di Ebrei uccisi, molti si sono manentuti sulla (corretta) stima di sei o sette milioni, mentre circa i rom aleggiava una generale incertezza, che ha portato comunque a stimare numeri vicini al milione di vittime.
Le stime attuali sulle vittime dell’Olocausto si aggirano attorno al tradizionale numero di dodici milioni (di questi, circa sei milioni di ebrei, per i quali si parla di Shoah, e mezzo milione di rom, per cui si parla invece di Porajmos), per quanto il Museo dell’Olocausto di Washington abbia intrapreso nuovi studi che potrebbero alzare le stime tra i quindici e i venti milioni.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la stragrande maggioranza delle persone ha ricordato il super-campo di Auschwitz, in Polonia, il più sinistramente noto per l’enorme quantità di vittime (anche ventiquattromila in un solo giorno, nell’agosto del ’44). In pochi hanno specificato il campo di sterminio di Birkenau, nel medesimo complesso di Auschwitz, e in pochissimi hanno aggiunto Treblinka, secondo solo ad Auschwitz, e il campo di concentramento in Italia, a Trieste, la Risiera di San Sabba. Alcuni hanno sillabato confusamente nomi tedeschi, probabilmente Buchenwald, o Mauthausen, ma con molta incertezza, pertanto si è deciso di non far valere tale timido tentativo come una risposta.
La terza domanda, indubbiamente la più complessa, è stata quella che più ha destato difficoltà, se non sconcerto. Chi spara un venti, chi un trenta, chi arriva ad un quaranta, o un quarantacinque per cento del mondo: con queste proporzioni, gli ebrei supererebbero di misura indiani o cinesi. Una minoranza ha cautamente puntato al ribasso, al dieci o al cinque per cento, ma solo in pochissimi hanno supposto una cifra inferiore all’un per cento. Infatti, la popolazione ebraica mondiale è di “soli” 14 milioni, appena lo 0,2% del pianeta, secondo le statistiche del Pew Research Center. Una simile percezione distorta è stata rilevata, sul piano europeo, in diversi cittadini ungheresi, che affermavano come gli ebrei fossero assai diffusi nel proprio paese, costituendone addirittura il 20% della popolazione, quando in ogni Stato del mondo, fuorché, per ovvi motivi, lo Stato d’Israele, la popolazione ebraica non supera mai il due per cento.
Questo sondaggio, per quanto sul piano numerico palesemente insufficiente, ben s’inserisce nel quadro delineato dalla CNN, pur con qualche speranza in più. A quasi settantacinque anni di distanza dalla fine del dramma dell’Olocausto, troppe persone ancora dimenticano, o minimizzano, quanto accaduto.
