Leggere non è per tutti: non tutte le persone sono in grado di immedesimarsi in semplici parole, rispecchiarsi in figure stampate ed emozionarsi per pensieri di altri. Leggere è per pochi ormai, ma non dovrebbe essere così.

Il problema nasce nelle scuole, quando maestre e professori assegnano i compiti a casa: leggere il testo a pagina. In un lettore ancora non formato, dover leggere senza aiuto di nessuno un testo di un autore sconosciuto (non si sa chi sia, cosa abbia fatto, cosa pensasse), tratto da un’opera ancora più sconosciuta, spesso in una lingua che ancora non si padroneggia, crea smarrimento, se non panico.

Il ragazzo poi decide se leggere il testo senza capirlo o se studiarlo. Leggere basta è molo meno faticoso, più semplicemente per un ragazzo che sa comunicare solo attraverso un telefono. Pochi sono quelli che si chiedono “perché?”: perché l’autore ha utilizzato una parola piuttosto he un’altra, una sfumatura diversa, perché? Il senso di ciò che si legge non si trova tra le lettere stampate, il senso è altrove, personale, intimo, complesso, faticoso da trovare.

L’insegnante assegna il compito: leggere. Lo si deve fare per forza, ma spesso l’obbligo di dover fare qualcosa, ne toglie il piacere. Con ciò non si vuole dire che i compiti a casa siano sbagliati, ma la magia deve iniziare in un altro luogo. La magia del leggere deve iniziare a scuola, da una bocca esperta. L’insegnante è il primo che deve instillare il seme del magnifico, leggendo, dando tutto se stesso e materializzando davanti agli occhi degli studenti il nuovo mondo. In più una conoscenza minima dell’autore che si legge, aiuterebbe a comprendere un po di più il senso del testo: può solo fare bene.

Personalmente trovo affascinate quasi ogni tipo di opera: di qualsiasi. genere, epoca e autore. Certamente ho le mie preferenze, ma tutto se visto dall’angolo giusto può affascinare. Ogni testo contiene in sé la magia.

Disse Plauto: “Come il poeta, quando si pone davanti al foglio bianco, cerca quello che non esiste in nessun. luogo al mondo pure lo trova, e trasforma la finzione in realtà, così io: diventerò poeta, e le venti monete che non esistono in nessun luogo al mondo, le farò balzare fuori”. Lo scrittore crea nuovi mondi, al giorno d’oggi ne esistono infiniti e può essere solo magnifico esplorarli.

Un pensiero su “Leggere per esplorare mondi nuovi”
  1. Articolo ben sviluppato. Si vede la passione, il piacere che hai nella lettura. Il bello di leggere è poter variare genere e stile. Non sempre si è d’accordo con l’autore, altre volte si sposa con il nostro pensiero. Ma, in tutti e due i casi ci insegnano a riflettere arricchendo il nostro bagaglio culturale.

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