La musica accompagna da sempre le varie generazioni nella loro crescita personale, ma questo è particolarmente vero per i ragazzi di oggi. La musica fa da sottofondo a ogni momento della nostra giornata, a ogni stato d’animo e situazione.
Per ogni evento c’è la giusta colonna sonora, che serve a rendere speciale il momento. Serve a pensare, molto spesso dà consigli, aiuta a scaricare la tensione, insomma, fa molto di più di quanto si pensi. Una bella canzone può salvare una giornata. Citando Gemitaiz, “una canzone è sempre corta, ma può fare bene a chi l’ascolta, per non finire come me, in paranoia fino alle tre pure senza caffè” da Outro (insegui i sogni), tratta da QVC7.

Molti generi si sono affermati in questi anni. Ultimamente la musica ha avuto un moto di rinnovamento, benché uno sguardo sia rimasto verso il passato attraverso particolari flow o produzioni. Il genere trap sta iniziando a sgretolarsi e tra i ragazzi si sta affermando l’indie. Un genere particolare, caratterizzato da un’atmosfera calma e da una connotazione autobiografica nei testi.
Questo genere si fa conoscere per la prima volta da questa generazione con l’uscita di Faccio un casino di Coez, uscito nel 2017. Fu un grande successo per il genere indie, confermato con l’uscita di Polaroid di Carl Brave e Franco126 nel 2018. L’indie era un genere di nicchia, ma è entrato in voga solo dopo l’affermazione della cultura Hip Hop, poiché le tematiche sono simili, anche se narrate in uno stile diverso, con un modo di esprimersi molto differente.
Le tematiche variano dallo storytelling sino a semplici esercizi di stile. Anche questo genere di musica nasce da ragazzi semplici; molto spesso ad avere tanto da raccontare sono proprio i ragazzi che hanno vissuto la strada. Spesso gli artisti si avvicinano all’indie solo dopo aver acquisito un certo background musicale, poiché bisogna avere una buona conoscenza di altri generi per contaminare la propria musica e dare un’impronta originale alla canzone.
Se analizziamo i loro testi notiamo sin da subito un modo inconsueto di descrivere le situazioni, di appellarsi all’immaginazione di chi ascolta, per portarlo fin dove vuole l’artista. Metonimie e metafore si intrecciano rappresentando un tratto distintivo. Nonostante l’utilizzo di figure retoriche, gli artisti fanno bene attenzione all’impatto emotivo che dei testi e a farsi capire sin da subito, in modo da non annoiare il pubblico.

La musica ha misteriosa capacità di influenzare l’animo. Già nell’antichità le era attribuita una grande importanza. È stata oggetto di studio, le è stata attribuita una connotazione magica. Anche i musicisti moderni usano toni misteriosi. Spesso usano frasi come “suonare uno strumento è come suonare le corde della propria anima”. La musica può persino capovolgere una situazione. In certi casi crea una situazione.
Forse però la sottovalutiamo non attribuendole la giusta importanza. Dovremmo riprendere l’esempio degli antichi e ritornare a fidarci delle nostre emozioni invece di ripudiarle. Per farlo dobbiamo andare controcorrente, perché spesso ci insegnano a relegarle in una parte remota del nostro cuore. Possiamo anche costringerci a vivere una vita razionale e ordinaria, ma alla lunga le emozioni balzeranno fuori, magari grazie a una colonna sonora capace di farle rivivere. Del resto cosa sarebbe la vita senza musica? Soltanto un film in bianco e nero.
La musica fa brillare i colori, rende un paesaggio grigio e asettico colorato e splendente. Non scordiamoci di vivere fino in fondo e di rendere speciale ogni momento, legandolo a una musica. La musica fa proprio questo: dona genuinità ed emozioni ad ogni situazione.
“La musica sveglia il tempo”, Daniel Barenboim
