Creature pericolose ma affascinanti, sono protagonisti della leggenda, della letteratura e del cinema. Ma sono solo frutto della fantasia umana?

I draghi sono raffigurati comunemente come creature alate dall’aspetto di un rettile in grado di sputare fuoco. Da sempre ispirano la letteratura, il cinema e l’arte. Draghi celebri sono quelli di Beowulf, del Ciclo dell’eredità di Christopher Paolini o dei Dragonieri di Pern di Anna McCaffrey. Nel cinema sono molti gli esempi: da Harry Potter a Lo Hobbit o alla serie cinematografica Il trono di spade con “la madre dei draghi” o numerosi film della Disney o della Dreamworks, dai classici ai più recenti come La bella addormentata nel bosco, La spada nella roccia, Mulan, Shrek o Dragon trainer.

“Sdentato”, il drago protagonista nel film Dragon Trainer

Il drago è protagonista dell’immaginario collettivo di tutte le culture: da quelle occidentali come essere malefico, portatore di morte e distruzione, a quelle orientali, come creatura portatrice di fortuna e bontà. Tra le prime leggende troviamo quelle mesopotamiche, che narrano di grandi mostri alati di color nero o blu: i draghi della notte e degli abissi. Nel Cristianesimo invece il drago rappresenta il Diavolo. Si pensava che la miglior arma contro quest’ultimo fosse la santità. Il più famoso santo uccisore di draghi fu infatti San Giorgio.

San Giorgio e il drago,di Paolo Uccello

I draghi sono dunque creature fantasiose e misteriose che suscitano in noi curiosità. Ma se fossero realmente esistiti, come mai non sono mai stati ritrovati scheletri fossili, o loro resti, come è avvenuto per i dinosauri?

A differenza dei dinosauri, i cui resti sono stati rinvenuti grazie a una serie incredibile di combinazioni ambientali (fossilizzazione), le ossa dei draghi potrebbero invece non aver avuto modo di essere conservate per cause naturali. I resti dei dinosauri sono giunti a noi grazie a terreni fangosi con speciali proprietà geologiche, che hanno permesso di ricoprire la carcassa prima che altre specie se ne cibassero. Inoltre, poiché secondo le tradizioni, l’uomo è da sempre cacciatore di draghi, è probabile che abbia smembrato il corpo e utilizzato le ossa per scopi pratici.

Il drago nel famoso capodanno cinese

Come può questa creatura apparire nelle leggende di tutte le culture, anche in quelle di popoli che non sono mai entrati a contatto tra loro? Sono domande a cui nessuno è mai riuscito a dare una risposta. Anche nelle civiltà precolombiane come Maya, Aztechi e Incas, si parla di draghi, ma si tratta di popoli che non sono mai stati influenzati dalle culture europee, se non al momento della loro estinzione. Nonostante la Cina non sia stata influenzata dalle culture occidentali, considera quella dei draghi la più grande e gloriosa razza che popolò il mondo per millenni dando origine alla vita e governando le forze della natura, in attesa che l’uomo si occupasse di farlo.

Altorilievo azteco

Nei Bestiari risalenti al Medioevo vi sono invece descrizioni dettagliate sia sull’aspetto che sulle abitudini dei draghi, i quali vivono in grotte in cima alle montagne, dunque in territori difficilmente raggiungibili dall’uomo. La loro estinzione, secondo la cultura occidentale, risale proprio a questo periodo, per mano di cavalieri erranti, avventurieri in cerca di fama e cacciatori di draghi.

Immagine tratta da un bestiario medievale

Tutte le testimonianze storiche non si limitano a leggende tramandate oralmente, bensì sono giunti a noi testi, cronache, dipinti, bestiari, testimonianze di storici, filosofi, letterati, studiosi ed ecclesiastici. Chissà, magari queste creature straordinarie non sono soltanto frutto della fantasia umana.

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