Sembra assurdo nel ventunesimo secolo ritrovarsi ancora a parlare di maltrattamenti sugli animali. Dopo tutti gli orrori che l’umanità ha commesso e vissuto in passato, dovrebbe avere imparato a rispettare tutti gli esseri viventi.
Eppure un altro maltrattamento è accaduto, per l’ennesima volta. Pochi giorni fa, a Rimini, nel corso di un’operazione che si è svolta tra Italia e Slovacchia, la polizia ha arrestato diverse persone, annientando un’organizzazione dedita al traffico illegale di cuccioli.
Oltre cento i cani rinvenuti. A gestire il traffico erano i membri di una sola famiglia italiana, che acquistava gli animali appena nati a prezzi decisamente inferiori a quelli di mercato – le indagini svolte addirittura hanno accertato che l’acquisto si aggirava intorno ai 20€ per ogni cucciolo – per poi rivenderli in Italia a prezzo di mercato, spacciandoli per razze pure.
Dal momento del loro acquisto i cuccioli iniziavano il loro calvario. Partivano verso mete sconosciute in gabbie sporche, senza avere né cibo né acqua. Alcuni perdevano la vita. Secondo gli inquirenti sono stati circa 5mila i cuccioli che, nell’ultimo anno, hanno affrontato tale viaggio a causa dell’avidità di persone senza scrupoli.

Purtroppo il caso italiano non è il solo verificatosi. Se allarghiamo la visione del fenomeno oltre i confini nazionali, ciò che emerge è un dato a dir poco allarmante. In tutto il mondo sono milioni i cuccioli che nascono in allevamenti o in vere e proprie fabbriche di cani, nelle quali vengono utilizzati decine o centinaia di animali come fattrici per la riproduzione, tenuti in box angusti e con quantità di cibo appena sufficienti alla sopravvivenza.
L’Italia, assieme a Spagna, Francia e Belgio, è il principale punto di arrivo di questi cuccioli. I cani non sono gli unici animali a subire tale sventura. Infatti, oltre al miglior amico dell’uomo, oggetto di questi traffici sono anche animali esotici a rischio di estinzione, nonché specie protette, tra cui tartarughe, serpenti e cavallucci marini.
Proprio in questi giorni, attraverso la denuncia dell’ambientalista Luciano Manna, è stato scoperto il traffico di piccoli animali marini (cavallucci e oloturie) dalla Puglia verso la Cina, dove erano destinati a essere venduti a caro prezzo per la produzione di liquori e afrodisiaci.

Lo sforzo maggiore per contrastare questi crimini è svolto dalle forze dell’ordine, che riescono ad intercettare partenze e arrivi dai diversi Paesi e impedire così conseguenze peggiori, spesso irreversibili, ai poveri animali. Molto è stato fatto, ma ancora molto c’è da fare da parte delle istituzioni italiane ed europee, magari con leggi più severe ed efficaci in grado di contrastare tali crimini.
Gli animali devono essere considerati a tutti gli effetti esseri viventi degni di tutela, e non semplici oggetti sui quali lucrare. Tutti noi, nel nostro piccolo, dobbiamo imparare a rispettare i nostri fedeli amici, che sicuramente non ci tradirebbero mai.

