Quest’anno il Liceo “Pertini” di Ladispoli ha partecipato a due progetti ERASMUS plus KA1 di aggiornamento e mobilità per docenti. Il primo si è svolto a Dublino, dal 22 luglio al 2 agosto. Il secondo invece a Stoccolma, dal 22 al 28 settembre. Entrambe sono state esperienze ricchissime, due occasioni di confronto e crescita che certamente daranno i loro frutti nella nostra scuola. Ma andiamo con ordine, partendo da Dublino.

Lì abbiamo partecipato al corso di aggiornamento di 60 ore sulle tecnologie digitali per la didattica, dal titolo ICT FOR TEACHING, A practical course to incorporate information technology into teaching, organizzato da “English Matters” al “Trinity College” di Dublino.
Come risulta chiaro dal titolo, i lavori proponevano ai partecipanti di riflettere sui modi per integrare la didattica digitale nell’insegnamento. Attraverso gruppi di lavoro e sessioni di cooperazione, i docenti hanno avuto l’occasione di apprendere metodologie di didattica digitale da proporre per l’insegnamento e per l’apprendimentocon i propri studenti.
Il tema principale del corso era dedicato alla cultura e alla storia irlandese, e il fine era quello di utilizzare queste conoscenze mettendo in pratica l’innovativa Contexts4Content Methodology.

Tutte le partecipanti, le professoresse del “Pertini” Rossella Spano, Francesca Romana Passalacqua, Claudia Taglietti, Roberta Pitorri, Eleonora Bernabucci, Alice Salvatori, Marina Saladini e Tiziana Del Sette, hanno vissuto con entusiasmo l’esperienza dublinese. Hanno frequentato il corso confrontandosi con altri insegnanti provenienti da ben 20 Paesi europei, tra cui Spagna, Portogallo, Grecia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Finlandia, Belgio e Macedonia. Ma la cosa più interessante è stata che per ben 10 giorni le insegnanti sono tornate studentesse: hanno seguito lezioni sulla didattica digitale in lingua inglese e hanno anche dovuto fare i compiti a casa per preparare un saggio finale da esporre a tutti gli altri partecipanti.
È stato come tornare indietro ai tempi dell’Università e che università: il prestigioso “Trinity College Dublin”!

Grazie al corso, le insegnanti hanno potuto curare un altro aspetto altamente significativo: la possibilità di avvicinarsi, attraverso la didattica digitale, al mondo dei giovani. Il rinnovamento della scuola, in un’epoca dominata dalla digitalizzazione, è non solo importante, ma necessario. Pensare a una didattica che si avvicini ai reali interessi dei giovani e li renda partecipi non può che giovare sia all’insegnamento che all’apprendimento. Con queste nuove tecnologie gli studenti diventano davvero partecipi e soprattutto, grazie alla loro capacità di lavorare con i computer, per loro sarà più facile, e forse più interessante, preparare un’interrogazione. Alle insegnanti che hanno vissuto questa esperienza, dunque, non resta che disseminare le nuove conoscenze acquisite tra i colleghi e gli studenti e vedere cosa succede.
L’esperienza di Stoccolma

Interessante e formativa anche l’esperienza di Stoccolma, che si è svolta dal 22 al 28 settembre.
Il gruppo di insegnanti del Liceo “Pertini”, questa volta era formato dalle Professoresse Gianna Cappella, Emanuela D’Agostino, Francesca Borghese, Alexandra Recchi, Sabrina Russo, Patrizia Ciummo, Tiziana Del Sette e Francesca Dello Vicario. Il titolo del corso che si è svolto in Svezia era Structured Educational Visit to Schools/Institutes & Training Seminars in Sweden, organizzato ancora da “English Matters”.
Le nazioni partecipanti erano dieci: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Austria, Slovenia.

Interessante l’argomento di lezioni, laboratori e gruppi di discussione: il sistema educativo, la pratica di insegnamento e apprendimento e le strategie di disseminazione in una dimensione europea. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare scuole di Stoccolma e assistere alle lezioni. Hanno potuto così sperimentare sul campo il sistema scolastico svedese. Di grande interesse è stato assistere a come in Svezia sia importante il recupero di quanti hanno abbandonato gli studi al raggiungimento dei 16 anni. A tal fine ci sono scuole per adulti, che non solo recuperano, portando al diploma, i ragazzi usciti dalla scuola dell’obbligo a 16 anni, ma danno inoltre l’opportunità ad adulti di riconvertirsi dal punto di vista professionale, intraprendendo nuovi studi che permetteranno di cambiare la loro vita.

Durante una delle visite, precisamente nella “Skeppesholmens Folkhögskola”, le insegnanti hanno avuto l’opportunità di parlare con alcuni studenti.
Tutti gli allievi, dai 20 ai 23 anni, hanno dichiarato di aver lasciato la scuola per diversi motivi, ma poi, una volta capito che senza un diploma era impossibile trovare un lavoro, hanno deciso di ritornare a scuola. Interessante è stato anche il colloquio con un insegnante di English Communication, Paul, il quale ha raccontato di essere stato per 35 anni un mago. Poi ha deciso di dare una svolta nuova alla propria vita ed è tornato a studiare: ha conseguito prima il diploma e poi la laurea proprio grazie alle Adult Schools.

Un altro aspetto della scuola svedese che ha colpito la delegazione italiana è stata l’atmosfera di completo relax che si vive a scuola. Le strutture sono caratterizzate da spazi ampi e luminosi; ci sono diversi luoghi di riunione con tavoli, sedie, divani e punti di ristoro, dove gli studenti possono rilassarsi, studiare, comunicare.

Le aule sono spaziose e ogni studente ha a disposizione un computer. Insomma una scuola diversa dalla nostra, conosciuta durante un’esperienza che certamente darà i propri frutti, anche in altri Paesi europei.
