A tutti almeno una volta nella vita sarà capitato di provare ansia. È infatti la reazione fisiologica del nostro corpo ad un ipotetico pericolo, che sia questo reale o fittizio.  

Alcune ricerche hanno calcolato che rispetto a 70-50 anni fa il livello d’ansia dei giovani è aumentato notevolmente. 

Non è ben chiara la causa scatenante di questo fenomeno globale. Probabilmente la risposta è rintracciabile nella visione del mondo dei giovani, che, ormai, sono sempre più abituati a vivere in connessione col mondo tramite Internet e i social network, permettendo loro la conoscenza e dunque il controllo apparentemente totale sulla loro vita. Ma questo finché sono protetti da uno schermo: a diretto contatto con la realtà, si rendono conto che ci sono eventi che non possono controllare; ciò li fa sentire impotenti, deboli, in pericolo e fa scaturire in loro l’ansia.  

Naturalmente l’individuo affetto non se ne rende conto, è pervaso da una forte sensazione di instabilità, non riesce a stare fermo, tutto il suo corpo è in allarme e ciò che prova non fa che allarmarlo ancora di più. Molti soggetti ansiosi tendono invece ad evitare le situazioni che causano l’ansia non vivendo però appieno la loro vita, altri sottovalutano i sintomi con il rischio di arrivare a patologie serie come la depressione o il disturbo sociale di ansia generalizzata.  

Vale davvero la pena essere schiavi di un disturbo del genere? Decisamente no! Viverne in balia non farà altro che aggravare la situazione e far sprecare quelli che, a detta di molti, sarebbero “gli anni migliori”.  

Anche se è tremendamente faticoso e complicato bisognerebbe analizzare le cause scatenanti da un punto di vista oggettivo, arrivare a vedere le cose per quelle che sono, senza lasciare che il proprio senso di inferiorità interferisca. La bassa autostima è infatti un altro dei fattori più comuni di coloro che soffrono d’ansia: il proprio senso di inferiorità fa credere che non si è in grado di affrontare la situazione che si ha davanti, scatenando così quei sintomi che convinceranno maggiormente il soggetto della propria inferiorità e inadeguatezza.  

E’ fondamentale capire come sconfiggere questa paura o perlomeno come conviverci senza esserne schiavi. Uno degli esercizi più utili è l’uscire a piccoli passi dalla propria zona comfort, ciò sembrerà banale e per molti semplice, ma non lo è affatto; ciò non significa buttarsi a capofitto in qualche azione sconsiderata, più che altro include gesti semplici, come dire a quella persona che ti piace la sua maglietta, abbracciare un amico, dirgli “ti voglio bene”. Gesti scontati per le persone estroverse ma che in realtà non lo sono.  

Uno qualunque di questi gesti espone la persona soggetta e questa si sentirà  vulnerabile. Una volta però fatto il primo passo, tutto risulterà più semplice, anche se, a volte, non vorrete altro che correre a rintanarvi da qualche parte, chiedendovi “Ma chi me lo ha fatto fare?”. 

Penserete che sia tutto inutile, ma non è così. Il tempo scorre e si rischia di perdere momenti significativi. 

La scelta è nostra: vivere un’esistenza sicura ma vuota o tentare di riempire quel vuoto correndo piccoli rischi? 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *