Negli ultimi anni si sono verificati vari tragici casi di bambini morti per asfissia, ipertermia o ipotermia dentro le auto (in America ben 468 episodi negli ultimi 12 anni), perché dimenticati dai propri genitori prima di andare a lavorare. Le cause? Lo stress, la routine, la stanchezza. Tuttavia, può esserci anche un’altra motivazione, ovvero l’amnesia dissociativa, causata da traumi o stress, che determina l’incapacità di ricordare informazioni personali importanti. Fortunatamente, per risolvere questi problemi, sono stati inventati dei dispositivi anti-abbandono capaci di segnalare la presenza del bimbo sul seggiolino dell’automobile. L’Italia li ha brevettati circa 10 anni fa, ma soltanto con la legge n. 117 del 2018 sono diventati obbligatori per legge.

Intervista all’ingegner Luca Marano
Ma come funzionano i nuovi seggiolini? Abbiamo intervistato Luca Marano, ingegnere meccanico presso un’importante industria automobilistica toscana, che è stato il primo in Europa a depositare un brevetto per questo sistema di sicurezza.

È complesso creare un dispositivo del genere?
No, non molto: basta poco per realizzare un sistema meccanico e/o elettronico che segnali la presenza di un bambino nel seggiolino prima che il conducente si allontani dall’auto.
Il suo è stato il primo sistema al mondo, oltre che il primo in Europa?
No, in America esistevano già da tempo altri brevetti che, purtroppo, non avevano avuto applicazione.
A quando risale il suo progetto?
Io l’ho inventato nel 2010, però è stato registrato nel 2011.
Come mai le è venuta l’idea di realizzare un sistema anti-abbandono?
Tempo prima c’era stato un caso di un bimbo lasciato in auto e morto per asfissia. Essendo particolarmente sensibile al tema, ed essendo genitore da neanche un anno, mi sono chiesto che cosa potevo fare.
A questo punto ci domandiamo come mai è passato tanto tempo prima che lo Stato si interessasse di questo problema. C’entrano delle speculazioni? Le aziende che si occupano dei prodotti per i bambini tendono a tenere alti i prezzi, e se un nuovo prodotto entrasse nel mercato, non potrebbero più vendere i vecchi seggiolini al prezzo solito. Però i genitori non vogliono spendere molto per accessori , e di solito considerano assurda l’idea di dimenticarsi i figli in macchina. Purtroppo proprio questo atteggiamento superficiale può generare tragedie.
Un altro motivo che può aver ritardato la vendita di questi prodotti potrebbe essere legato all’omologazione e dunque alla scelta della soluzione tecnica da adottare. Un malaugurato caso di morte di un bambino in auto avrebbe messo in discussione l’efficacia o meno di questa o di quella soluzione. Ecco allora che i criteri omologativi permettono di indicare quei requisiti minimi indispensabili per attestare che un dispositivo sia adatto a svolgere la propria funzione. Il rilascio del certificato omologativo attesta che il prodotto in questione ha superato i test e quindi è sicuro e possiede le caratteristiche necessarie per poter essere commercializzato. Ma questo iter richiede tempo.

Per quanto riguarda l’idea di eventuali dispositivi anti-abbandono da applicare a un seggiolino già esistente, bisogna sapere che ogni alterazione o modifica del seggiolino ne comprometterebbe l’omologazione e quindi la sicurezza. Non potendo produrre dispositivi “universali”, in quanto i seggiolini auto presenti sul mercato sono diversi, ecco perché questa soluzione sarebbe stata scartata dalle aziende produttrici.
E allora, nonostante tutte queste difficoltà, riusciremo a vedere finalmente nelle nostre auto un ulteriore elemento di sicurezza a protezione dei nostri bambini?

Complimenti all’ingegnere Marano per la precocita ‘ del progetto e alla ragazza Ambra Ricci che ha saputo evidenziare l’importanza dell’invenzione del seggiolino salvavita.
Certamente la sensibilità e l’Amore verso i bambini ha suggerito all’ing.LUCA MARANO, quanto sia necessario avere in auto il seggiolino salva-vita,e i complimenti alla signorina AMBRA RICCI, per averne sottolineato l’importanza e la necessita’.
Sensibilità ed empatia, come quelle dimostrate dall’ing. Marano e da Ambra Ricci, possono davvero migliorare la nostra società. Complimenti ad entrambi!
Ciao Luca, complimenti. Spero un giorno di rivederti a Camiglia…