Apriamo oggi una nuova sezione di Res Novae dedicata ai racconti. Il primo che pubblichiamo è di Federico Gangi, che ha scritto una storia ispirata a un medioevo leggendario con l’aiuto degli insegnanti Natalia Volgarino, Marco Federici e Francesca Balestrieri.
C’era una volta, tanto tempo fa, il popolo degli Egiziani… Ma non c’entra niente. La nostra storia riguarda il re Rodolfo Usalaspada. Questo re amava combattere e ammazzare la gente, e tutto il popolo aveva paura di lui. Il re era originario di Avellino, ma viveva a Madrid perché era il re della Spagna. Viveva in una casa piccolina con una sola candela che portava sempre con sé per vedere quando era buio. In realtà, il re era un finto re, perché era diventato matto per non avere mai avuto moglie e figli.
Una bellissima mattina estiva, Rodolfo andò al mercato per comprare la verdura, di cui era particolarmente ghiotto. Dopo aver girato per il mercato per tre ore, ancora non riusciva a trovare la verdura. Per questo motivo, Rodolfo si arrabbia e usa la spada: inizia a combattere con le persone del mercato per sfogare la sua rabbia. Se la prese soprattutto con i clienti, colpevoli a suo dire di avere rubato tutta la verdura. Preso dalla furia omicida, Rodolfo non si rendeva conto dei clienti che colpiva.

Ad un certo punto, si getta contro una donna, ma al momento di dare il colpo con la spada, Rodolfo si fermò perché rimase colpito dagli occhi della donna e dalla sua bellezza. La donna si chiamava Angela Ciabegliocchi, proprio perché era bella e aveva dei begli occhi, luminosi come il sole. Come diceva Guido Guinizzelli, il viso di Angela “dava sì gran lumera”.

Angela aveva molta paura. Ci credo bene, Rodolfo le stava per dare una spadata sulla testa, aprendola in due come un cocomero. Angela, tutta tremante, disse: “Stai calmo. Io non ho fatto niente! Stavo solo facendo la spesa. Leva la spada! Ho comprato tanta verdura”. Rodolfo abbassò la spada, rimase a bocca aperta e si ricordò di Guido Guinizzelli. Disse allora:
Non è donna ch’aggia in sé beltate
Ch’a voi davante non s’ascuri in cera
Per voi tutte bellezze so afinate
E ciascun fior fiorisce in sua manera
Lo giorno quando voi vi dimostrate.
Angela rimase stupita e gli disse: “Come sei bravo! La sai tutta?”, e lo invitò a casa sua a mangiare la verdura. Gli avrebbe preparato gli spinaci con il pollo, con il petto di pollo. Oltre che bella, Angela era anche brava a cucinare. Per questo, Rodolfo si innamora ancora di più.
Finito di mangiare, Rodolfo invita Angela a fare una passeggiata nel bosco. Il bosco era fiorito, e Rodolfo era contento e con la spada, con cui prima voleva ammazzare un sacco di gente, taglia un bel mazzo di fiori per regalarlo alla sua amata. Angela, tutta contenta, gli dà un bacetto, ma sulla guancia. Rodolfo, quindi, si sbrigò a raccoglierne altri, per avere tanti bacetti in più. E fu così: ne ricevette otto.
Il giorno dopo, Rodolfo va a comprare un anello d’argento con una pietra blu: gli sarebbe servito per chiedere ad Angela di fidanzarsi con lui.
Rodolfo era ormai cotto, ma a Ferrara la guerra era iniziata. E siccome aveva saputo che era pieno di cattivi a Ferrara, Rodolfo va a casa, prende la spada e parte in guerra, lasciando per parecchio tempo Angela da sola, senza darle l’anello.

Angela, ovviamente, non poteva vedere la televisione né andare su internet o usare il computer o il cellulare. Quindi si annoiava senza il suo re.

Allora esce, torna al mercato dove aveva conosciuto Rodolfo e compra delle lenticchie: le fa bollire per un quarto d’ora, poi ci mette le carote, il prezzemolo, l’aglio, il pepe e basta. Purtroppo non aveva le salsicce. Ad un certo punto le lenticchie fecero tantissimo fumo bianco, dal quale uscì un piccolo mago che disse: “Sono il mago Guinizzelli!!”.
Angela in un primo momento si spaventò, poi capì che il mago poteva fare delle magie per aiutarla. Decise di chiedergli di aiutarla facendo tornare indietro il re. Allora il mago Guinizzelli doveva fare una magia, e recitò una formula magica sotto forma di poesia (con l’aiutino di uno spirito speciale):
Spirito di Dante, caro spiritello:
che fai, mi aiuti? Non fare il cattivello!
Il nostro re fai ritornare
Sta a Ferrara ad ammazzare
Con i cattivi a guerreggiare.
A Madrid deve arrivare
Per la sua Angela sposare.
Dopo poco tempo, Rodolfo bussò alla porta e vide Angela. Entrambi si cambiano e si mettono i vestiti più belli che hanno. Vestiti di tutto punto vanno subito in chiesa e si sposano. Tornarono quindi a casa, andarono a letto e si diedero tanti bacetti.


Un bellissimo racconto , dalle parole si legge l’animo sensibile e gioviale dell’autore.