The Walking Dead è la famosissima serie tv creata da Robert Kirkman e scritta da Robert Kirkman, Greg Nicotero, Gale Anne Hunt, Frank Darabont, David Alpert, Heather Bellson e Scott Gimple per il canale americano della AMC. La serie, composta da 16 episodi, è arrivata alla sua decima stagione. È stata trasmessa per la prima volta il 6 Ottobre 2019 e resa disponibile in Italia dal 7 Ottobre 2019. The Walking Dead è una storia iniziata 10 anni fa, con un uomo che cercava di salvare la propria famiglia dall’epidemia zombie che aveva infettato il genere umano. Quella famiglia è cresciuta e gradualmente le comunità hanno preso forma. Hanno combattuto e sono sopravvissuti. Prosperando, hanno dato alla luce una nuova generazione. È una storia sull’umanità spinta al proprio limite.
Nella serie americana ci sono spunti di riflessione che hanno a che fare con la politica, con lo sviluppo di una nuova società, con il modo di integrarsi. Si creano comunità che collaborano o che lottano tra loro: si accoglie o si rifiuta qualcuno. È “solo” una serie tv, ma i parallelismi con il mondo reale e con i problemi che affrontiamo ogni giorno sono immediati. TWD, come la chiamano gli affezionati, appassiona e tiene incollati gli spettatori. I protagonisti cambiano (alcuni, purtroppo, muoiono); crescono caratterialmente, si trasformano seguendo il loro processo interiore. Gettano luce su un mondo che non conosciamo, ci prospettano punti di vista diversi, ci fanno notare particolari che, nel corso degli anni e delle stagioni, avevamo considerato irrilevanti. Nulla è lasciato al caso. TWD non è solo intrattenimento ed effetti speciali, è un prodotto più complesso, che supera l’ambito ristretto delle serie tv.

Realtà o finzione?
Questa idea del regista Kirkman, però, non sembra essere tanto lontana dalla realtà. Infatti, recentemente sono stati fatti degli studi su una nuova sindrome, molto simile a quella zombie ipotizzata in diversi film.
La sindrome analizzata è la Chronic Wasting Disease (CWD), una malattia neurodegenerativa appartenente al gruppo delle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (TSE). Questa colpisce alcuni ruminanti selvatici della Famiglia dei cervidi ed è stata segnalata per la prima volta nel 1967 in Colorado (USA). Attualmente la malattia è stata diagnosticata solo nei cervi del Nord America, in diversi Stati (Colorado, Illinois, Nebraska, New Mexico, New York, South Dakota, Utah, Wisconsin, Wyoming) e in due province del Canada (Saskatchewan e Alberta). L’infezione naturale finora è stata riscontrata nel Cervo Mulo, nell’alce delle Montagne Rocciose e nel cervo della coda bianca, sia tenuti in cattività, sia liberi. Sebbene la prevalenza della malattia in talune aree raggiunga il 15%, molti aspetti rimangono ancora da chiarire, in particolare per quanto riguarda le origini e le modalità di trasmissione della CWD, così pure come l’eventuale esistenza di ceppi diversi o le potenziali fonti di rischio per altri animali o per l’uomo. Da un punto di vista clinico gli animali colpiti hanno un’età variabile tra i 17 mesi ed i 15 anni e presentano una sintomatologia che può durare da qualche giorno a qualche mese, generalmente rappresentata da dimagramento e cambiamenti comportamentali.
Sintomi della CWD
Talvolta questi sintomi sono accompagnati da tremori della testa, dilatazione esofagea, salivazione eccessiva, polmonite e, nelle fasi terminali della malattia, da polidipsia, sguardo fisso, movimenti ripetitivi, ipereccitabilità, sincope. Tutte caratteristiche tipiche di uno zombie. Alla luce dei dati epidemiologici sembra esistere una barriera di specie che limita ai cervi la suscettibilità alla malattia, tuttavia è possibile la trasmissione sperimentale della CWD a bovino, pecora, capra, furetto, scoiattolo e scimmia. Un elemento rilevante può essere rappresentato dalla condivisione degli stessi pascoli alpini tra ungulati selvatici stanziali e greggi ovini. L’assenza di casi diagnosticati di TSE negli ungulati selvatici europei preclude, al momento attuale, la possibilità di validazione di sistemi diagnostici rapidi specifici per le specie più diffuse in Europa.

Il parere dell’EFSA
Con tutta probabilità la malattia del dimagrimento cronico fa il suo ingresso nell’Unione europea tramite il movimento di cervidi vivi, che vengono trasportati o vagano liberamente dalla Norvegia alla Svezia e alla Finlandia. Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui pericoli biologici ha individuato le attività e le misure di monitoraggio per prevenire l’introduzione e la diffusione della malattia verso l’UE e al suo interno. Gli esperti hanno inoltre esaminato nuove evidenze scientifiche sui possibili rischi per la salute pubblica. Gli scienziati dell’EFSA hanno osservato che nelle zone in cui la malattia è presente gli esseri umani potrebbero consumare carni infette. Il parere dell’EFSA propone un sistema di monitoraggio triennale in otto Paesi (tra cui l’Italia) teso a rilevare se la malattia sia presente. Mette inoltre a disposizione dei gestori del rischio una serie di eventuali misure per la prevenzione e il controllo, che mirano a ridurre il contatto tra animali abbassando la densità di popolazione dei cervidi e aumentando la conoscenza della malattia.

