Qualche giorno fa i mass media hanno diffuso la notizia dell’uccisione del generale Qasem Soleimani. Molti di noi non sapevano neanche chi fosse, ma ben presto la sua morte è divenuta presagio di un’ipotetica terza guerra mondiale; quella che, nella consapevolezza collettiva, è considerata “la guerra definitiva”.

Una guerra non più combattuta su un campo di battaglia da un determinato numero di persone, ma un conflitto capace di esplodere quando meno te l’aspetti e dove non te l’aspetti. Un conflitto, quindi, in grado di minare ogni nostra certezza, ogni forma di protezione alla quale, noi occidentali, siamo abituati. Il “Machiavelli d’Oriente”, appellativo con il quale era noto il generale Soleimani, era riuscito  a realizzare il sogno iraniano di un corridoio terrestre che proiettasse Teheran sul Mediterraneo, attraversando i territori di Baghdad, Damasco e Beirut.

L’attacco iraniano alla base di Al-Asad. Fonte immagine: open.online

Inoltre, era stato nominato, alla fine degli anni Novanta, comandante della Forza Quds, che si occupa delle operazioni all’estero dei Pasdaran. L’uomo è stato il capo indiscusso della strategia iraniana nella regione che aveva guidato l’azione, consideratasi decisiva nella vittoria militare sull’Isis in Iraq. Recentemente, il  generale era sempre più presente sui media iraniani al punto che circolavano voci su una sua possibile carriera in politica. Proprio per queste considerazioni, Soleimani aveva assunto un ruolo rilevante e preoccupante per gli Stati Uniti. Ma la risposta di quest’ultimi non ha tardato ad arrivare. Il 3 Gennaio, infatti, Qasem Soleimani è rimasto ucciso in un attacco con drone statunitense sull’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq, assieme ad Abu Mahdi al-Muhandis, capo delle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene. Oggi, siamo tutti in attesa di vedere se le trame che la diplomazia internazionale sta ordendo, riusciranno a placare, ancora una volta, gli istinti bellicosi che, nuovamente, ci hanno condotto dinanzi al baratro di una nuova guerra.

Immagine di copertina: Funerali di Qassam Soleimani. Foto di Mehr News Agency, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=85675536

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