Il 28 giugno del 1914 è ricordato come il giorno in cui due colpi di pistola uccisero più di 16 milioni di persone. Infatti è la data dell’assassinio dell’erede al trono austriaco, l’arciduca Francesco Ferdinando, e della sua consorte. I proiettili che li colpirono causarono lo scoppio della Grande Guerra e, se è vero che in qualche modo la storia si ripete, il colpo mortale statunitense inferto al generale Qassem Soleimani potrebbe portare allo scoppio di un nuovo conflitto mondiale. Ma se all’epoca della prima e, in seguito della seconda, l’ipotesi di dover imbracciare le armi spaventava i civili, ad oggi, l’uomo del nuovo millennio sembra sottovalutare la questione.                                                                                   

Meme della pagina instagram classicisti.allo.sbaraglio

Instagram, Facebook, Twitter e i social in generale sono invasi da post e meme sull’argomento. Gli hashtag che stanno scalando la classifica delle tendenze sono #WW3 e #TrumpsWar, seguono #dumptrump, chiaro gioco di parole basato sul fatto che in inglese la parola discarica sia formata dal nome del leader americano, e il saggio #nowar.

Il popolo del web sembra essere insorto: chiunque è pronto a dare la propria opinione e schierarsi e, nel disordine di internet, c’è anche chi fa dell’ironia. Certo, è vero che la dote comica sta proprio nel fatto di saper ridere dei fatti della vita quotidiana, satirizzare su una situazione difficile sdrammatizzandola, ma è anche vero che molti utenti del web non hanno apprezzato le parodie sulla guerra incombente.

Terza guerra mondiale: americani cercano su Google l'età dell'arruolamento (per evitarlo)

Seppur in netta minoranza, sono state numerose le persone che hanno criticato aspramente i meme creators per quella che è stata definita un’ironia poco gradevole e fuori luogo. Ma a dispetto di ciò, sulle piattaforme social è aumentato progressivamente il numero di post satirici. I meme riscuotono maggior successo proprio tra le nuove generazioni, forse perché, a detta dei media, non avendo vissuto la devastazione della guerra i più giovani non ne capiscono il pericolo imminente. Un dato indicativo che si evince andando oltre a tanto sarcasmo è che in America, ogni giorno, milioni di ragazzi cercano su Google l’età di dell’arruolamento militare, per evitarlo nel caso la leva diventasse obbligatoria, come riferisce il portale dello US Selective Service, l’agenzia che si occupa del servizio militare. A causa del sovraccarico di utenti che si sono collegati negli ultimi giorni, il sito dell’agenzia ha crashato.

Evento che dimostra come non si possa fare di tutta l’erba un fascio, perché a molti giovani sta ancora a cuore il futuro dell’umanità. La domanda sorge spontanea: si può scherzare su una faccenda tanto seria da essere definita la “Guerra definitiva”?

Non esiste un parametro universale per stabilire il limite  consentito alla satira e non tutti hanno la stessa sensibilità, ma la cosa certa, fuori da ogni ragionevole dubbio, è che la guerra non è ancora alle porte. Potrebbe però arrivare ben presto: se non si raggiungerà un accordo diplomatico, vorremmo che tutto fosse solo una barzelletta raccontata male o uno scherzo di pessimo gusto. Ma con la guerra non si scherza: l’Italia l’ha sperimentato nel 1915 e poi finalmente capito nel 1940.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *