Che cos’è la libertà? In che cosa consiste? Dove possiamo trovarla?
Tali domande risultano ostiche sin dai tempi di Aristotele, il quale provò a definire la libertà come “un fattore naturale dell’uomo”. Dopo di lui anche altri filosofi dell’età ellenistica cercarono di trovare una definizione adatta a un concetto profondamente astruso. Tra questi si ricordino gli stoici, che consideravano la libertà come l’accettazione del proprio destino. Una tale considerazione ammetteva, inoltre, il diritto al suicidio, che era considerato “una morte volontaria e ragionevole”, dal momento che ogni uomo, secondo l’ottica stoica, era dotato della libertà di porre fine a una vita non più degna di esser vissuta.
La visione stoica della libertà, seppur apparentemente differente dalla mentalità dei secoli successivi, venne poi ripresa da uno dei più illustri scrittori trecenteschi: Dante Alighieri. L’autore della Divina Commedia tratta l’argomento del suicidio, come mezzo finalizzato alla libertà, nel primo canto del Purgatorio: “Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta. Tu ‘l sai, ché non ti fu per lei amara in Utica la morte, ove lasciasti la vesta ch’al gran dì sarà sì chiara.” Così recita Virgilio dinanzi a Catone l’Uticense, il quale “mostrò quanto alta fosse la stima che egli ne faceva, a tal punto che preferì uscire dalla vita libero che restare vivo senza quella.” (Monarchia, II v.15).

A distanza di tempo, però, vi sono tuttora lunghi dibattiti su cosa sia effettivamente la Libertà. Sandro Pertini diceva: “Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame”.

Come dimenticare Alda Merini, la quale affermava che “il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni”.

Oggigiorno la libertà viene interpretata come il diritto a fare ciò che si vuole, a vivere senza regole, pur di soddisfare il proprio egoistico piacere, ma, a tal punto, sarebbe necessario interrogarsi sulla nostra vita in società.
Apparentemente oggi sembriamo tutti davvero molto liberi. Ma allora perché, seppur liberi di vestirci come vogliamo, ci vestiamo tutti allo stesso modo? Perché, anche se esprimiamo una nostra opinione, ci sentiamo comunque influenzati da quanto dicono gli altri? Siamo davvero liberi? La libertà consiste nel rimanere in quella che oggi è definita con l’espressione inglese comfort zone o nell’andare oltre? Certamente è meglio rischiare, per essere davvero liberi.
Forse la libertà non va ricercata all’ esterno, bensì dentro di noi.
La libertà è nelle nostre mani e nulla ci impedisce di essere liberi anche se incatenati. Tutti hanno un’idea di libertà, ma nessuno è riuscito a cogliere il vero significato di tale concetto. L’unica cosa su cui si è d’accordo è che essa deve essere il principio alla base della vita di tutti gli uomini, senza alcun tipo di dubbio e distinzione.

