È passato un anno dal lancio in Italia di Tik Tok, una delle applicazioni che hanno avuto maggior successo negli ultimi tempi. L’app appartiene alla società cinese Bytedance, che nel 2017 ha fuso Tik Tok (allora non molto popolare) con Musical.ly, celebre app di sincronizzazione video-audio. Oggi Bytedance è la startup più forte del mondo ed è valutata quasi 100 miliardi di dollari. Tik Tok è un social media che permette di condividere “real short videos”, ovvero delle clip di circa 15 o 60 secondi abbinate a musica, effetti sonori e filtri speciali.
È facile da utilizzare e dinamica, ma soprattutto è davvero semplicissimo interagirci. È diversa e più veloce degli altri social, poiché dalla schermata principale appaiono subito una serie di video in successione, senza richiedere un’azione da parte dell’utente. Basta scorrere lo schermo per far partire lo spettacolo senza fine, uno show che viene personalizzato a seconda delle preferenze mostrate dall’utente durante la navigazione e selezionate dall’intelligenza artificiale. Le clip comprendono balletti, meme, parodie musicali o lip sync (canzoni cantate in playback).

Nei video si spazia da argomenti di qualunque genere: dal beauty, consigli per la bellezza, agli animali; dalla natura a vlog di viaggio, dallo sport al cibo, dall’arte alla commedia. C’è chi mostra talenti nascosti, chi le proprie abilità nello sport, nel canto o nella danza, ma c’è anche chi semplicemente fa degli scherzi stupidi agli amici o chi si ingegna per creare uno scenario capace in qualche modo di stupire i follower.
Nel 2019 sono stati caricati in media 236 video al minuto. Su Tik Tok chiunque può mostrare la propria creatività, esprimere il proprio talento e divertirsi, ma anche e soprattutto sentirsi più inclusi e accettati dalla società. Quest’anno si svolgerà un evento particolare, l’#Odissea2020, che diventerà sinonimo di sogni realizzati, ottimismo, valori e messa a frutto delle proprie capacità. Oltre a questa iniziativa in precedenza ce ne sono state altre, come la challenge #SaveOurOceans, #TheRealChallenge e #ForClimate, per sensibilizzare le nuovi generazioni riguardo all’attualissimo e importantissimo tema del cambiamento climatico.

Su Tik Tok sono presenti persone di tutte le fasce d’età e di tutti i paesi del mondo. Alcuni sono riusciti a spiccare tra gli altri utenti con video unici o per la loro bravura. Ci sono tiktoker, (cioè coloro che fanno i video) che lavorano nell’ambito della politica come Matteo Salvini, ma anche personaggi dello spettacolo che conosciamo da tanto tempo come Michelle Hunziker, Ficarra e Picone, Fiorello e Stefano Accorsi. Anche cuochi come Bruno Barbieri e Damiano Carrara, artisti come Sfera Ebbasta e influencer come Chiara e Valentina Ferragni. Non mancano anche riviste di moda come Vogue, Vanity Fair, Glamour e GQ. Negli ultimi tempi sono inoltre nati moltissimi profili provenienti dal mondo dello sport. Fra le squadre: l’Inter, la Roma, la Cremonese e il Cagliari, la Fiorentina. Nonostante ciò, i tiktoker dominanti sono ragazzi di età tra i 15 e 17 anni, come Cecilia Cantarano, Iris Ferrari, Luciano Spinelli, Elisa Maino, Gabriele Vagnato e Simone Vandelli, in Italia. All’estero i più celebri sono Baby Ariel, Loren Gray, Cameron Dallas, Savannah Soutas e le sorelle gemelle Lisa e Lena.

Perché è famoso tra i ragazzi? Sostanzialmente, per tre motivi. Primo, perché, a differenza di altri social, non è ancora invaso dalle pubblicità o dalle fake news. Anche se a volte è possibile trovare qualche pubblicità, poiché la Bytedance dà ad alcuni brand la possibilità di raggiungere i più giovani in modo diretto e in pochi secondi, ma senza esagerare e senza rendere fastidiosa l’intromissione. Per questo, permette una navigazione gradevole e un senso di community piuttosto forte. Secondo, perché ha il sistema di montaggio video-audio più facile e creativo al mondo. Terzo, perché per sua natura ospita video senza tempo (non solo legati all’attualità) e senza barriere linguistiche (semplici da comprendere).
C’è un altro importante fattore da considerare: l’utilizzo dell’app da parte di bambini di età inferiore ai 13 anni. E proprio questo motivo, cioè la raccolta di informazioni personali su bambini di meno di 13 anni senza il consenso dei genitori, è costato a Tik Tok ben 5,7 milioni di dollari. La multa è stata elevata dalla Federal Trade Commission, che ha sancito una violazione della COPPA (Children’s Online Privacy Protecton Act.), dando vita alla sanzione più alta richiesta finora a livello civile per una causa riguardante la tutela della privacy sui bambini.
I genitori dei più piccoli devono però tenere gli occhi aperti e le stesse aziende non dovrebbero sottovalutare questa piattaforma che potrebbe presto cambiare le regole dei social media, che lo vogliamo o meno. È da dire però che ogni social ha questo lato negativo. Però, se controllato in giusta misura, Tik Tok dimostra pienamente tutte le sue sfaccettature positive, quelle che richiamano il cuore dei giovanissimi.
