Da sei giorni l’Italia è diventata zona rossa. Non si esce più, non ci si vede più e la gente sta impazzendo (nella foto di copertina, Piazza San Pietro a Cerveteri: completamente immobile). Siamo relegati a casa per salvare questa nazione, che dal mio punto di vista si è divisa in due: i complottisti e gli ipocondriaci. Io faccio parte degli ipocondriaci: non usciamo se non strettamente necessario e ci fidiamo del governo e delle sue disposizioni (che tra l’altro sono legge). Da tutt’altra parte i complottisti si sentono forti e coraggiosi, sminuiscono la faccenda e se la cavano con: “Io non esco solo perché non mi va di pagare una multa ingiusta”.

Serve una didascalia?

Però un po’ li capisco, non riescono ad accettare che una pandemia stia distruggendo il Paese. Questi soggetti sono presenti anche nel romanzo storico di Alessandro Manzoni, i Promessi Sposi: si racconta di poco riscontro in una parte della popolazione (riecco scettici e complottisti) dopo che hanno saputo dell’epidemia di peste scatenatasi a Milano, e della psicosi del resto del popolo (gli ipocondriaci). Ma lo scontro non è solo tra noi ignoranti: anche i medici sono in disaccordo l’uno con l’altro e non si sa di chi fidarsi. Ormai possiamo dire che non è più una questione di fiducia:  se non fermiamo il virus, gli ospedali si affolleranno e finiremo come Milano in quelle giornate di terrore.

Terrore però che oggi generano anche le fake news che viaggiano veloci nella rete internet, in sostituzione degli aerei che non volano più: e fortuna che è illegale diffonderle! In loro compagnia ci sono i neuroni dei pazzi, che cercano di ricordare chi hanno visto negli ultimi famosi 14 giorni dopo che hanno scoperto che il figlio dell’amica della loro collega di lavoro è in classe con la figlia di un uomo in isolamento volontario dopo essere tornato dalle province incriminate. Io, ora come ora, so solo una cosa per certo: di sicuro la cosa migliore da fare è restare a casa.

14 marzo 2020, 5° giorno di quarantena: per ora tutto bene e si spera di sopravvivere! 


2 pensiero su “A casa tra complottisti e ipocondriaci, ricordando Manzoni”

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