Torniamo con la memoria al 10 febbraio 2020, giorno della 92^ edizione dei premi Oscar, tenutasi al Dolby Theatre di Los Angeles. Qui ci imbatteremo nel pensiero naturalista del vincitore del premio Oscar come miglior attore protagonista, Joaquin Phoenix, l’intenso e conturbato Arthur Fleck del Joker di Todd Phillips. Il suo discorso, durato tre minuti e mezzo, commosse e fece riflettere l’intera platea. Phoenix espose l’idea di una natura benevola e altruista, la cui principale attitudine è quella di conferire agli uomini migliori delle qualità che li aiutano a sostenere chi tende a isolarsi dalla società. Tale concetto, oltre a essere illustrato dal film, era un rimando alla propria persona. Difatti, subito dopo, Phoenix aprì una piccola parentesi sul proprio temperamento aggressivo e maleducato. Un’attitudine comportamentale che l’attore statunitense riuscì ad attenuare solo con il tempo e attraverso il sostegno che ricevette dall’Alcolisti Anonimi nel 2005. Phoenix ebbe un’infanzia profondamente precaria, in cui i genitori, degli hippie, giravano per l’America con il fine di divulgare la dottrina dei “Children of God”, una setta religiosa il cui intento era quello di diffondere la cristianità attraverso atti promiscui, perpetrati anche sui minori.

Joaquin Phoenix

In seguito la madre, Arlyn Phoenix, diventata segretaria alla NBC, cambiò la vita dei suoi figli: lanciò Joaquin e River nel mondo dello spettacolo. Il successo però arrivò troppo frettolosamente nelle mani di River, il quale, alla giovane età di 23 anni, nel 1993, morirà in seguito a un’eccessiva assunzione di droghe al “Viper Room”, club che all’epoca era di proprietà dell’attore e amico Johnny Depp.

River Phoenix

Joaquin aveva tentato in ogni modo di salvare la vita del fratello, ma ogni suo gesto era stasto vano. L’unica gratificazione di quella maledetta sera fu per lui quella di aver potuto essere stato vicino al fratello. L’evento influenzò la vita dell’attore, che cercherà rifugio nell’alcol e nella recitazione. Joaquin Phoenix regalerà al mondo del cinema alcune delle interpretazioni più intense mai esistite: il sadico patricida Commodo nel Gladiatore di Ridley Scott, il traumatizzato e folle Freddie Sutton del The Master di Paul Thomas Anderson, l’intensa resurrezione cinematografica di Johnny Cash nel film di James Mangold Walk the line e il triste innamorato Theodore Twombly del film Her di Spike Jonze sono solo alcuni dei personaggi resi immortali dalle sue struggenti capacità attoriali, sicuramente suggestionate e incrementate dal triste trascorso di questo artista poliedrico.

Il suo appello all’amore per il prossimo e verso la natura, difatti, non poté che culminare nell’aforisma che River aveva scritto nel 1987: “Run to rescue with love and peace will follow”.

Foto di copertina: La famiglia Phoenix

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