“Andrà tutto bene se rimaniamo uniti”. È uno degli slogan più diffusi in questi mesi tanto difficili e monotoni. Ma quanto siamo uniti in un periodo come questo? Ognuno di noi non sta andando incontro a un isolamento sociale?

In tempi così duri il distanziamento è necessario per prevenire il contagio e il diffondersi delle infezioni, ma può provocare effetti inaspettati sulla psicologia degli esseri umani, vista la nostra innata natura sociale. Il sociologo Nicholas Christakis afferma: “La pandemia da coronavirus che si sta diffondendo su scala globale ci obbliga a sopprimere i nostri impulsi evolutivi legati alla connessione con i nostri simili, dal vedere gli amici al toccarci a vicenda. Le pandemie sono particolarmente impegnative per il genere umano, perché pregiudicano la nostra capacità di cooperazione e la nostra tendenza a socializzare”. È inoltre da considerarsi il rischio di una serie di problemi per la salute, dalle malattie cardiache alla depressione. Numerosi sono gli studi che dimostrano l’importanza dei contatti sociali, i quali possono attenuare gli effetti negativi dello stress.

La presenza di un amico può ridurre lo stato di agitazione dovuto ad esempio a una situazione particolarmente stressante. Sapere che esiste qualcuno su cui si può contare, a volte, può essere sufficiente per attenuare la risposta allo stress anche se quella persona non è fisicamente presente.

Ed  è in questa esigenza di interazione sociale che si dimostra importante la tecnologia. Riuscite a immaginare una quarantena come quella che stiamo trascorrendo senza internet e i social? Quanto sono importanti? Tantissimo.

Fortunatamente viviamo in un’era in cui la tecnologia ci permette di rimanere in contatto, di vedere, ascoltare e interagire con i nostri cari anche a distanza. Applicazioni come Skype e FaceTime possono sicuramente avere un’influenza positiva. E se pur queste modalità di comunicazione non possono restituire appieno le sensazioni derivanti dalle interazioni dal vivo, sono comunque uno strumento efficace contro l’isolamento sociale.

Continuiamo a studiare, leggere, cantare e ballare, la distanza è solo un altro ostacolo da superare, la quarantena dovrà pur finire.

Torneremo alla  normalità e a ogni starnuto risponderemo semplicemente: “salute!”

Immagine di copertina: Geralt (Gerd Altman) su Pixabay

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