In questi tempi di pandemia globale abbiamo spesso guardato al passato per imparare delle esperienze e dagli errori dei nostri avi.
Abbiamo avuto anche modo di sorridere per le credenze e i rimedi che la popolazione metteva in atto per difendersi da queste minacce invisibili. Ma siamo davvero sicuri che la disinformazione e i rimedi folli non facciano parte della realtà del nostro tempo?
Ai nostri giorni c’è chi sostiene che per proteggersi dall’infezione occorra fare gargarismi con la candeggina, o propone di usarla per lavare le zampe dei propri animali domestici. Rimedio che rischia di fare danni seri: la sua tossicità della candeggina è nota a tutti (o almeno a chi ha un minimo di buonsenso) e soprattutto non esiste alcuna prova che essa possa proteggere dal virus.
Dobbiamo poi parlare dei poveri animali domestici che, oltre a subire i lavaggi con la candeggina che distruggono la loro pelle causando irritazioni, vengono anche accusati, senza alcuna evidenza scientifica, di diffondere il contagio?
E vi è anche un’ intera cultura sugli alimenti che dovrebbero allontanare o attirare l’infezione (ovviamente senza alcuna prova): il pane, la pasta e le verdure fresche potrebbero trasmettere il Covid a chi le mangia, invece gli alcolici, l’aglio, il latte, il peperoncino, le arance e i limoni aiuterebbero a prevenire l’infezione. Secondo gli scienziati improvvisati che scrivono sui social, anche bere tanta acqua laverebbe via il virus; le bevande calde lo ucciderebbero e le proteine aumenterebbero l’efficacia del sistema immunitario.
Sempre secondo loro sarebbe semplicissimo limitare i contagi e guarire ingerendo questi cibi “magici”. Altro che studi e ricerche di milioni di medici: basta mangiare l’aglio e berci su per risolvere la pandemia. La realtà purtroppo è ben diversa e ogni giorno ci sono nuove vittime di questo killer invisibile.


Ma non è finita qui: come potevano mancare le accuse alla rete 5G? Spero non ci sia bisogno di ribadire la loro infondatezza. Mentre invece i raggi UV, dannosi per la pelle, in qualche modo miracoloso dovrebbero avere un’azione disinfettante.
Non mancano poi le bufale riguardo alla diagnosi del Covid: se si riesce a trattenere il respiro per dieci secondi si è sani, mentre, se pungendosi un dito fuoriesce del sangue scuro, si è vittime del contagio.
Ricordiamo ancora una volta di ricorrere alla medicina ufficiale. Bisogna affidarsi a test che hanno una comprovata validità scientifica come il tampone e il test sierologico.
Poi ci sono loro, i mitici negazionisti e i No-mask. Secondo loro sarebbe tutto un complotto, una strategia per atterrire la popolazione e imporre una dittatura sanitaria. Credono che indossare una mascherina e rispettare le norme sia una limitazione della loro libertà, quando in realtà il loro mancato rispetto delle regole è una violenta imposizione per tutti coloro che vogliono tentare di salvaguardarsi adottando comportamenti responsabili.
Inoltre i complottisti sono convinti che indossare la mascherina costringa la gente a respirare la propria anidride carbonica, mentre invece gli studiosi affermano che indossare le mascherine chirurgiche non presenta nessun rischio, poiché sono costruite per espellere anidride carbonica e permettere di inspirare ossigeno, garantendo così un’ossigenazione costante a chi le indossa.
Pur di non indossarne una si appoggiano alla legge che vieta di nascondere il volto e parlano di casi di asfissia a causa delle mascherine. Di questi casi, però, non esiste nessuna testimonianza attendibile.
Nonostante Internet sia fondamentale per diffondere le informazioni necessarie alla salvaguardia di tutti, bisogna ricordare che la Rete è un’arma a doppio taglio: può farsi veicolo di notizie false e pericolose per il singolo e per la comunità. Si deve quindi fare particolarmente attenzione alle fonti di riferimento poiché in una società globale come quella odierna le azioni del singolo si riflettono sull’intera umanità. Prendiamo per esempio l’utilizzo della mascherina chirurgica: come è noto ai più, questa non protegge colui che la indossa ma tutti coloro con cui quell’individuo entra in contatto, quindi se ognuno indossasse la mascherina ci si proteggerebbe a vicenda e il rischio di contagio sarebbe minimo. È quindi necessario rispettare le norme per non limitare la libertà altrui e per uscire il più in fretta possibile da questa triste situazione.

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