Il cittadino assicura la propria casa o la propria auto, le aziende si assicurano per il mancato guadagno. Anche le compagnie assicurative si assicurano a loro volta: mediante la riassicurazione, infatti, esse attuano una cessione parziale o totale del rischio, rendendo quindi possibile coprire il costo dovuto al pagamento di un eventuale sinistro verificatosi, senza mettere in pericolo l’equilibrio economico d’impresa. Dunque una compagnia assicurativa, assicurandosi a sua volta, elimina l’eventualità di andare incontro ad una condizione di insolvibilità, cioè l’impossibilità di poter risarcire i propri assicurati.

L’esistenza delle compagnie riassicurative è quindi indispensabile per il mantenimento di un sistema da cui tutti traggono guadagno: chi riassicura e chi assicura trae profitto dallo studio statistico dei dati, modulando i prezzi del mercato in base alla probabilità di un eventuale risarcimento, mentre al consumatore è garantito il pagamento, qualora si verificasse, del sinistro. Le compagnie di riassicurazione contribuiscono in modo determinante alla stabilità del mercato, anche di fronte a rari eventi catastrofici che rischierebbero di destabilizzarlo. Basti pensare che il risarcimento per i danni provocati dall’attentato terroristico alle Torri Gemelle fu di 3,5 miliardi di dollari e non si colloca nemmeno nelle prime posizioni della speciale classifica dei maggiori pagamenti per sinistri avvenuti.
Il singolo assicurato non è però coinvolto nel processo di cessione del rischio e quindi, come sovente accade, non è a conoscenza di aziende leader del settore come Munich Re e Swiss Re che vantano, al 2019, un fatturato di circa 50 miliardi di dollari.
