Junji Itō è un maestro della narrativa orrorifica giapponese. La tipica sequenzialità di elementi, temi e atmosfere che contraddistingue i suoi manga trae ispirazione dal folklore nipponico, dalle opere di Lovecraft e dal body horror di Cronenberg. Itō, attraverso il castigo inferto da forze ultraterrene, da cui poi derivano fiotti di sangue e atti di indicibile aggressività, analizza le anomalie della psiche umana, mette in risalto l’invidia, l’ossessione, l’incontrastata autorità della morte, il terrore e il presentimento di quello che si può arrivare a compiere un domani.
Nell’ultimo periodo, all’orrore fittizio si è sovrapposto quello reale e l’autore di Uzumaki e Tomie ha voluto dare battaglia a quest’ultimo, ricorrendo agli espedienti del primo.
In un gesto a modo suo benaugurante, Itō ha diffuso sul proprio profilo Twitter il disegno di un celebre yokai (termine con cui vengono denominati i demoni, le streghe, gli spettri e qualsivoglia forma di apparizione sovrannaturale): l’Amabie.

Il mito dell’Amabie ebbe inizio nel maggio del 1846, quando gli abitanti della prefettura di Kumamoto scorsero, in mezzo alle onde del mare, un bagliore soffuso. Esso si manifestava ogni notte e, col terrore che in città si era generato, un ufficiale fu inviato a investigare.
Arrivato nel punto in cui veniva sprigionata la luce, il militare fu testimone di un’agghiacciante apparizione: dalle acque emerse una creatura dai lunghi capelli, ricoperta di squame, provvista di tre gambe dai piedi palmati e avente come testa il volto di un uccello.
La creatura parlò all’uomo, si identificò come Amabie e disse che viveva negli abissi marini. Profetizzò sei anni di buon raccolto e annunciò che avrebbe protetto e guarito gli ammalati. Infine si inabissò e di lei, all’infuori del suo operato, non vi fu più traccia.
Le sembianze conturbanti dell’entità che scongiura le epidemie vengono rappresentate abilmente dalla matita di Itō, alle quali accompagna una didascalia che recita “Nella speranza che tutto torni presto alla normalità.”
Questo auspicio a tinte horror ha suscitato un gran numero di risposte, tra chi ha apprezzato il gesto nella sua interezza e chi ha giocato sul fatto che, irrimediabilmente, questo autore voglia trasmettere un brivido lungo la schiena.
“Questa è venuta per farti dormire tranquillo. Per sempre.”
“Più che fermare le pandemie sembra il tipo che le potrebbe creare.”
“Ho l’impressione che ‘curi’ le persone uccidendole.”
“E io che stavo per mettermi a dormire!”
