Dall’antichità sino ai giorni nostri, il funzionamento del nostro cervello e dell’universo hanno mantenuto molti elementi di mistero. Ma un recente studio italiano ha osservato e scoperto una strana ma molto curiosa somiglianza, proprio tra la rete cosmica delle galassie e la rete dei neuroni della corteccia celebrale. Questa sorprendente scoperta è stata realizzata da un astrofisico dell’Università di Bologna e da un neurochirurgo dell’Università di Verona. In realtà questo studio era stato inizialmente realizzato per osservare le fluttuazioni di materia in diverse scale, ma i risultati sono stati molto più sorprendenti del previsto. Infatti si è scoperto che la similitudine tra questi 2 diversi sistemi non è data solo confrontando per esempio un neurone con una galassia, ma la loro intera struttura, e quindi il loro modo di funzionare è molto simile. Queste strutture infatti nonostante siano completamente diverse a livello di grandezza, sono alquanto simili nelle loro dinamiche interne, quindi nella loro complessità e in come si autogovernano.

La prima grande somiglianza tra questi due sistemi sta nel fatto che sia i neuroni che le galassie occupano meno del 30 per cento della massa totale. Inoltre sia le galassie che i neuroni sono organizzati e raggruppati in una rete di filamenti e nodi. Nel cosmo i filamenti sono delle strutture allungate formate da materia, energia, e materia oscura, mentre i nodi sono degli ammassi galattici. Nel cervello umano invece per filamenti si intende la parte allungata del neurone, mentre i nodi sono i loro nuclei. Infine nel cervello umano il 70 per cento della massa restante è occupata dall’acqua, che apparentemente ha un compito passivo. In modo analogo nell’universo il 70 per cento circa di ciò che lo compone, quindi sia massa che energia, è rappresentato dall’energia oscura, la quale come l’acqua apparentemente sembrerebbe avere un compito passivo, quando, in realtà, tra le principali teorie riguardanti l’energia oscura c’è il fatto che essa probabilmente potrebbe essere la principale causa dell’espansione dell’universo.
Per raggiungere queste conclusioni gli studiosi hanno comparato i 2 sistemi calcolando in entrambi lo spettro di potenza. Questa tecnica viene usata dai fisici per studiare l’organizzazione delle galassie nello spazio, e comparandola all’organizzazione dei neuroni nel cervello, si è scoperto che la materia si distribuisce nello stesso modo, nonostante le scale di grandezza siano molto diverse tra loro. Con questa scoperta gli studiosi hanno definito che molto probabilmente la similitudine tra i 2 sistemi è dovuta alla connettività delle 2 reti, guidata dagli stessi principi fisici.
Nonostante sappiamo ancora molto poco riguardo a questi argomenti, si spera che con le nuove scoperte in campo tecnologico si possa capire di più riguardo a questa somiglianza e, chissà, magari scoprire qualcosa di inaspettato.
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