Giovani e adulti riscontrano effetti psicologici causati dai lockdown, in aumento i casi di veri e propri disturbi. Ormai è più di un anno che subiamo continue chiusure, più di un anno che viviamo dentro casa, tra film e passioni varie, osservando il mondo dalla finestra, sperando di poter tornare ad uscire regolarmente e a respirare a pieni polmoni. Sappiamo bene quali effetti ha causato a livello economico questo radicale e inaspettato cambiamento, ma ci siamo chiesti quali siano gli effetti psicologici che sta procurando? Siamo davvero sicuri di poter trascurare la questione con una semplice alzata di spalle dicendo che in guerra si stava peggio?

Non si sta facendo a gara a chi o quando si stava peggio, ogni epoca ha le proprie peculiarità, le proprie generazioni, i propri traumi; questo è il nostro tempo. Affrontare una pandemia comporta un cambiamento della  propria routine, costante incertezza, paura, e talvolta lutto; trovare un equilibrio diventa difficile. Secondo quanto emerso dal rapporto della Società italiana di psichiatria a pesare maggiormente sono stati l’isolamento, la progressiva restrizione delle libertà personali;  il rischio più diffuso, che riguarderebbe una persona su tre, è quello di manifestare il cosiddetto “disturbo post-traumatico” da stress, che presenta sintomi cronici o persistenti come insonnia, incubi e stati d’ansia. 

Tra i giovani si è costatato un incremento di disturbi d’ansia, irritabilità, sentimento di solitudine e emarginazione, che nei casi più gravi hanno portano ad un aumento dei casi di tentato suicidio e autolesionismo. A causa del Covid e delle restrizioni, il 16,5% della popolazione afferma di avere sintomi di depressione. Tra i più giovani: nella fascia tra i 18 e i 25 anni si sale al 34,7%. Tra la quota di persone che avverte disagi psicologici: il 27,1% nella media della popolazione, che arriva al 40,2% fra i giovani. 

È comunque chiaro che non è tutta colpa del lockdown, anche se quest’anno sta pesando sulla salute mentale degli italiani e probabilmente in misura maggiore sulla salute fisica e mentale dei bambini e degli adolescenti. Diversi indicatori di salute mentale dei giovanissimi sono in calo da almeno 15 anni. Prendendo in considerazione il periodo compreso da Ottobre ad oggi si presentano in modo abbastanza coerente in tutta Italia  fenomeni che devono destare molta attenzione:
1 – l’aumento delle richieste di aiuto in tutte le età infanto-giovanili,
2 – la trasversalità a condizioni di disabilità fisiche e intellettive, di psicopatologia della infanzia e della adolescenza e di neuropsicologia dell’apprendimento,
3 – il maggiore ricorso a interventi di Pronto Soccorso e di ricovero per problemi psicopatologici o comportamentali, in particolare dai 10 ai 12 anni
4 – maggiori richieste di collaborazioni da parte del sistema della scuola e dei servizi sociali degli Enti Locali.
I cambiamenti sociali e culturali stanno generando impatti clinici in molti modi diversi. 

Per i bambini ed i giovani con disabilità neuromotorie e sensoriali si notano fenomeni di regressione, lo stesso vale per i bambini con disturbi dell’apprendimento, nonostante l’impegno delle famiglie. Inoltre dal punto di vista psicopatologico troviamo sindromi ansiose nei più piccoli (8-12 anni) espresse soprattutto attraverso la sfera somatica (mal di pancia, mal di testa, aumento o perdita di peso, incubi, enuresi) e sindromi psichiatriche e comportamentali complesse negli adolescenti (ritiro domestico tipo “hikikomori”, autolesionismo, accentuazione di sintomi ossessivi, aggravamento dei disturbi del comportamento alimentare, disturbi del pensiero). 

Sono comunque presenti dei servizi offerti dallo stato o dalla regione a favore del sostegno psicologico: esistono dei numeri che è possibile chiamare in caso di emergenza psicologica, come il Telefono Amico Italia per la prevenzione al suicidio, tutti i giorni dalle 10 alle 24.00 al numero di telefono 02 2327 2328 oppure via web all’indirizzo www.telefonoamico.net (la chiamata via web è gratuita). Con loro sarà possibile parlare liberamente di tutti i pensieri e della situazione che stiamo vivendo. I volontari sono preparati per dare supporto e non obbligano nessuno a fare qualcosa che non vuole. Inoltre nel sito della ASL sono presenti altri numeri utilizzabili in caso di necessità. È possibile anche rivolgersi al consultorio o allo sportello scolastico.

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