L’articolo 9 della Costituzione è uno degli articoli così detti “programmatici”, in quanto danno una linea guida che purtroppo governi e istituzioni hanno ben poco seguito. La norma opera su due direttrici ben distinte: da un lato la promozione della cultura e dello sviluppo tecnico e scientifico; dall’altro la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione. La promozione è espressamente riferita alla cultura e alla ricerca tecnica e scientifica, a sottolineare l’impegno attivo assunto dalla Repubblica nei settori in questione. Quando si parla di tutela si fa invece esplicito riferimento all’ambiente e al patrimonio storico-artistico della nazione che la Repubblica è chiamata a valorizzare e preservare.
L’ignoranza delle masse è da sempre una delle condizioni primarie per la nascita di regimi dittatoriali poiché finché il popolo è privo di cultura, di senso critico e di strumenti per analizzare la realtà per conto proprio, è anche facilmente manipolabile. Da qui arriva la volontà di investire sulla promozione e lo sviluppo scientifico e culturale, elevandoli a principi fondamentali dello Stato, in modo da consegnare alle future generazioni uno strumento potente e universalmente valido per contrastare imposizioni illogiche e arbitrarie.

Un momento di “La più bella del mondo”, lo spettacolo che Roberto Benigni ha dedicato alla Costituzione italiana


La nostra Italia è ricca di arte, genio, cultura, paesaggi storici e artistici, che però spesso vengono trascurati e danneggiati. Non c’è una sufficiente attuazione dell’articolo 9. Si pensi invece a quanto viene fatto in direzione contraria: ai danni ambientali, alla non tutela del paesaggio artistico, alla cementificazione, all’abusivismo, al grande dramma dei rifiuti che hanno devastato intere aree ambientali, a noi essere umani a volte incivili ed egoisti.
È proprio su questo che, in un lungo monologo, l’attore Roberto Benigni riflette. L’Italia, il “Bel Paese”, è stata la prima a mettere tra i principi fondamentali la difesa di questi beni. In particolare Benigni riflette sulla grande generosità dei nostri Padri e Madri Costituenti, che in tempi di miseria ebbero pensieri lungimiranti e non contingenti come accade oggi. I Costituenti hanno fatto diventare legge la nostra memoria storica, un gesto come monito per l’umanità che sarebbe venuta dopo di loro.
“Una volta c’erano i campi di sterminio, ora c’è lo sterminio dei campi, ma è la stessa violenza, quella della guerra” annota Benigni sull’art. 9.
In ogni paese il patrimonio culturale è una testimonianza di vita e storia, ed è anche una fonte insostituibile di creatività ed ispirazione. Il nostro patrimonio, come il nostro DNA, determina ciò che siamo dandoci sia un’identità sia i valori che guideranno le nostre vite in un mondo in costante mutamento.

Fonte immagine di copertina: voxdiritti.it

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