Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come Caravaggio, ha legato il suo nome al nostro territorio. Secondo alcuni studiosi, poco prima della morte sarebbe approdato a Palo Laziale, che allora era il porto di Roma. Ed è proprio il giorno dopo l’anniversario della sua nascita, avvenuta il 29 settembre 1571, che il giovedì 30 settembre di 450 anni dopo, le classi 3A, 3B, 3C, 3D, 3E e 3H del Liceo “Sandro Pertini” di Ladispoli si sono recate in uscita didattica a Palo, per una caccia al tesoro dedicata proprio al grande artista, dopo aver visto il programma di Alberto Angela Stanotte con Caravaggio.
Per molti studenti questa è stata la prima gita da quando sono iscritti al Liceo, perché le classi terze di quest’anno sono quelle degli alunni che sono stati bloccati dal lockdown del 2020 in prima, appena iniziate le superiori: dopo soli cinque mesi nella nuova scuola niente più assemblee d’istituto, ricreazioni per i corridoi e uscite didattiche, ma solo DAD.

L’appuntamento era alle 14:30 davanti alla stazione di Palo. Dopo l’appello, i docenti referenti ci hanno dato dei fogli con domande e attività da svolgere e noi alunni delle varie classi siamo partiti con entusiasmo e tanta voglia di vincere la gara. Alcune classi si sono divise in gruppi, altre hanno scelto di restare unite.
Così, sotto gli sguardi divertiti di chi era venuto al bosco di Palo per fare jogging, e le proteste di chi doveva entrare nelle ville con la macchina, abbiamo passato due ore a correre da una parte all’altra e fino al Castello di San Nicola, scattando fotografie, raccogliendo fiori, disegnando e improvvisando rappresentazioni dei più famosi quadri dell’artista: il Bacchino malato, la Vocazione di San Matteo e altri ancora.

Sono stati momenti spensierati di ritrovata normalità, anche se non dovrebbe servire una pandemia per farci capire che in un Paese ricco di bellezze come il nostro, sia naturali che artistiche, non serve andare chissà dove: se c’è lo spirito giusto bastano anche una stazione e un viale alberato a pochi chilometri da casa per passare un bel pomeriggio. Bisogna sapersi reinventare, in modo che anche un luogo che ormai diamo per scontato riservi belle sorprese.
