I rappresentanti d’istituto sono le colonne della scuola: riescono a sostenere e collegare facendo da tramite tra “il piano dirigenti-docenti” e quello studentesco. Senza queste figure, probabilmente, emergerebbe uno squilibrio determinante e probabilmente la caduta dell’intera struttura. Quest’anno, si sono candidate ufficialmente due liste, che abbiamo entrambe intervistate. La lista n°1 è “RINASCIMENTO”.
Presentatevi.
Elena Mannoni, IV H. Ho sempre vissuto la scuola come un luogo di dialogo e confronto, in cui ognuno può esprimere la propria opinione, e anche per questo ritengo sia importante che nel “coro” dei Rappresentanti vi sia una voce femminile.
Simone Cama, V A. Il mio obbiettivo è sfruttare e far emergere il potenziale educativo della Scuola, la cui gestione ritengo debba essere coadiuvata responsabilmente da tutti gli studenti attraverso i propri Rappresentanti.
Niccolò Nizza, IV E. Reputo la Scuola il luogo ideale per una crescita culturale attraverso il confronto e lo scambio di idee, motivo per cui vorrei contribuire a renderla un posto dove chiunque possa esprimere al meglio i propri talenti e le proprie passioni.
Simone Panosetti, IV E. Principalmente, le ragioni che mi hanno spronato a candidarmi sono da ricondursi alla situazione in cui Noi studenti ci troviamo: troppo spesso ci si dimentica che siamo “torce da accendere e non vasi da riempire”. Sono dell’idea che il cambiamento dell’attuale sistema ideologico scolastico parta in prima istanza da Noi.

Che riforme proponete? Sono concretamente realizzabili?
Proponiamo una serie di progetti volti a migliorare le componenti strutturali, organizzative e formative dell’intero istituto. In primo luogo abbiamo come obbiettivo la piena collaborazione con la rappresentanza della “Consulta provinciale” per attuare una riqualifica dell’istituto. Ecco le nostre riforme:
– installare nei bagni dei plexiglass a specchio o specchi adesivi. Riforma attuabile in quanto sicura ed economica;
-dividere la ricreazione di venti minuti in due, di cui la prima della durata di 10 minuti e la seconda di 15;
– rintrodurre l’assemblea d’istituto, ma con una modalità itinerante – almeno fin quando vigerà lo “Stato di emergenza”: facendo venire gli studenti della succursale in centrale, noi rappresentanti ci dividiamo per andare nelle classi ad esporre i progetti mantenendo sempre le stesse distanze di orari e alternando, ovviamente, i vari turni. Stiamo lavorando per elaborare un modo tale per cui ogni studente possa partecipare senza alcun problema all’assemblee in presenza;
– rintrodurre la settimana di autogestione; nel caso di proroga dello Stato di emergenza, invece, riteniamo opportuno effettuare una “pausa didattica”, ossia una settimana scolastica in cui gli insegnanti non proseguono con il programma, ma si fermano per favorire il ripasso e il recupero di eventuali insufficienze;
– riorganizzare internamente la componente studentesca attraverso l’istituzione di commissioni di vario tipo ( di musica, sport, cinema, ecc … ). Con tale riforma, puntiamo a considerare la scuola come un’istituzione dotata di propri organi decisionali; gli studenti, in tal modo, formano commissioni in collaborazione con docenti referenti e possono realizzare le proprie passioni attraverso progetti scolastici all’interno dell’istituto, che diviene un “centro studentesco”. Abbiamo in programma, inoltre, di elaborare i vari progetti tramite le commissioni che vengono a costituirsi;
-istituire giornate a tema di vario tipo (umanistico, scientifico, cinematografico);
– introdurre un di ballo fine anno per tutte le classi; qui non sorge nessun problema nella sua realizzazione, perché il ballo sarebbe esterno alla scuola, che, perciò, non viene coinvolta minimamente;
– fondare un’orchestra scolastica; è una proposta realizzabile, perché pensiamo di partire da formazioni cameristiche. Qualora non sia possibile operare all’interno della scuola, vogliamo mettere in contatto gli studenti con gruppi esterni per far iniziar loro il lavoro. Se cadrà lo stato di emergenza, dal primo gennaio, vorremmo far svolgere a scuola questi corsi e organizzare una stagione concertistica del Pertini;
-istituire nuove modalità di lezione, collaborando con poli culturali per studiare all’interno di musei, cinema, teatri. Ad esempio, una lezione di storia romana sarebbe molto interessante farla al Colosseo, al Palatino, ecc … ;
-cerimonia di consegna di diplomi alle classi quinte con la presenza di determinati professori e della dirigente scolastica; proposta assolutamente attuabile in quanto si svolgerebbe in un luogo all’aperto e con ogni misura di sicurezza.

Lavorerete sulla base di riforme attuate dai precedenti rappresentanti? E quindi, sotto quale aspetto vi differenzierete, e pensate di migliorare, rispetto a coloro eletti negli scorsi anni?
Lavorare sulla scorta di quanto fatto in precedenza è senz’altro uno degli elementi di continuità e di lavoro comune più importanti. A causa del Covid, risulta impossibile valutare in maniera diretta le riforme introdotte negli ultimi due anni. In questi tempi, in cui scorgiamo spiragli di luce, abbiamo la possibilità di intravedere il futuro e, di conseguenza, iniziare a pensare in relazione allo stesso: ciò significa che, partendo dalla base di quel che era stato fatto prima della situazione pandemica, vogliamo riorganizzare la scuola come era in precedenza, ossia un luogo dedicato agli studenti. La collaborazione per via diplomatica è, senza dubbio, un altro elemento di continuità con le precedenti rappresentanze. A nostro avviso, il modo principale per ottenere quanto desiderato dagli alunni – che il più delle volte è un diritto e non un dovere – è in via diplomatica: non solo facendo rumore, ma sapendo collaborare si ottiene quel che si vuole. Noi siamo pronti per ritrovare il giusto compromesso tra la componente decisionale e quella più viva – quella composta chiaramente dagli studenti, che siamo noi.
Vogliamo iniziare a collaborare direttamente con gli studenti – come proposto in parte nei passati anni – per fare in modo che si possano coltivare e realizzare le proprie passioni: vogliamo ottenere i riscontri dei vari studenti. Ricordiamo che, precedentemente, erano stati messi a disposizione delle scatole in cui inserire anonimamente i propri pareri; siccome si è dimostrata un’azione, grossomodo, fallimentare, vogliamo rielaborarla in via telematica attivando un sito online affinché ognuno possa esporre i propri pensieri e suggerimenti in maniera più diretta – sempre anonima -, in modo da essere più funzionale ed efficace.
Per quanto riguarda le novità, pensiamo di introdurre nuovi progetti, di cui abbiamo ampiamente parlato prima. In più, vogliamo utilizzare un nuovo modo di lavoro che sia quello caratterizzato dalla collaborazione diretta – quindi, quanto immaginato dalle precedenti rappresentanze – sia allo stesso tempo quello di condividere i nostri ideali e le nostre idee con tutti. Noi vogliamo che siano gli studenti a decidere in primo luogo, perché noi vorremmo essere rappresentanti e lavorare, quindi, per la collettività. Questo, lo ricordiamo, è un lavoro collegiale.
L’aspetto di innovazione che migliorerà certamente, se verremo eletti, è quello in relazione alla determinazione: sappiamo che quel che diciamo si può realizzare e sappiamo, inoltre, come farlo. Abbiamo, pertanto, i requisiti adatti, le conoscenze e le capacità necessarie, nonché una certa personalità per far sì che le nostre voci possano essere ascoltate.”
Fotografie di Gianmarco Cacciamano
