Una villa romana abitata dall’acerrimo nemico di Cesare? Un castello medievale? O forse un relitto di una nave romana? E tutto questo a Ladispoli?
Probabilmente non molti sanno che la nostra città racchiude in sé affascinanti luoghi a cui si intrecciano le storie di personaggi illustri come Pompeo, che scelsero questa perla del Mediterraneo come luogo di svago e ozio. Dal castello Odescalchi alla villa romana di Pompeo, appunto, si estende il territorio dell’antica Alsium, cosparso di siti di grandissimo valore storico e artistico. E sono proprio questi siti che le classi 1° A, 2° A e 2°H, lo scorso 13 ottobre, sono andati a visitare con le Prof.sse Russo, Saladini e Veronesi, docenti referenti del progetto di accoglienza “Luoghi fantastici e dove trovarli”.


Purtroppo, a causa dell’emergenza Covid-19, non è stato possibile entrare all’interno di nessuno di questi siti, che perciò sono stati ammirati solo dall’esterno. La bella giornata, il profumo del bosco mischiato a quello del mare e la voglia di passare un bel pomeriggio all’aria aperta, dopo tante ore di reclusione e di mascherine, hanno creato un clima di brio che ci ha accompagnato per tutta la durata della gita didattica.
Il luogo dell’incontro è stato il piazzale antistante la vecchia stazione di Palo Laziale. Da lì, addentrandosi in un poetico viale alberato, le classi hanno raggiunto la Posta Vecchia, un tempo stazione di posta e di ristoro e oggi hotel di lusso.

La Posta Vecchia e il castello di Palo

Abbiamo poi proseguito sino all’ordinato e tranquillo lungomare di San Nicola, da dove è possibile scorgere il sinistro ma al contempo elegante profilo del noto castello di Palo, di proprietà degli Odescalchi. A quest’ultimo son legati molti eventi misteriosi e tuttora irrisolti, tra cui la morte di Caravaggio, che rendono questo gioiello architettonico oggetto di studio ed interesse turistico. Passando per il pontile la veduta sul mare è incantevole e, con la brezza marina in viso che ti scompiglia i capelli, un senso di libertà e gioia inspiegabile ti travolge. Saliti su una lieve altura, abbiamo raggiunto quelli che sono i resti di una magnifica villa d’epoca romana, probabilmente appartenuta a Gneo Pompeo Magno, il grande avversario di Giulio Cesare; sfortunatamente non vi è rimasto molto di quella che doveva essere un tempo una raffinata villa marittima. Ci siamo seduti su un semplice muretto in pietra e abbiamo fatto una piccola pausa merenda, con alle spalle i ruderi del criptoportico e davanti a noi la scogliera ed il mare.


La giornata è stata meravigliosa, ed è stato un modo per socializzare, soprattutto per noi alunni di una prima classe, finalmente liberi di ridere e scherzare all’aria aperta tutti insieme. Si, l’ultimo anno ci ha messi a dura prova. Il ricordo delle uscite di classe era ormai lontano, quasi cominciava a svanire. Camminare insieme, scambiarci idee ed opinioni guardandoci di persona ed osservando le nostre espressioni senza schermi e mascherine ci è sembrato qualcosa di veramente speciale. Ci siamo sentiti pionieri della normalità. 

Ma com’è possibile che dei luoghi talmente affascinanti e alla portata di tutti fossero, per la maggior parte di noi, sconosciuti? Due considerazioni: i patrimoni artistici che così numerosi ci circondano spesso non sono valorizzati a sufficienza. Nascosti al pubblico, non mantenuti e non pubblicizzati rimangono estranei alle nostre vite ed all’accesso turistico. Progetti di accoglienza come questo dovrebbero svolgersi con maggiore frequenza, perché rappresentano una modalità alternativa allo studio, divertente ed efficace, di cui c’è sicuramente molto bisogno.

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