Hai mai avvertito una forte sensazione riguardo al passato di una persona senza che te lo abbia raccontato? Hai mai avuto la sensazione di sapere chi c’è dall’altro capo del telefono ancora prima di rispondere? Oppure hai pensato di aver riconosciuto in strada qualcuno e incontrare proprio lui?                                                                                              Questi tre casi potrebbero essere degli esempi di percezioni extra-sensoriali.

COSA SONO LE PERCEZIONI EXTRA-SENSORIALI (ESP)?

Possedere queste capacità vuol dire saper acquisire informazioni e conoscenze senza dover utilizzare le usuali vie sensoriali: vista, udito, olfatto, tatto e gusto.                                                                                                                      Chi coniò questa definizione fu Joseph Banks Rhine, considerato come il fondatore della parapsicologia moderna. Egli creò un gruppo di ricerca in un’università americana con cui cercò, con grande tenacia, pazienza e dedizione, di ideare e applicare un metodo di indagine per questi fenomeni, che fosse riconosciuto come valido ed accettato dalla comunità scientifica. Oggi tre capacità speciali sono classificate come percezioni extrasensoriali.

Al primo posto c’è la telepatia, la capacità di trasferire i pensieri direttamente da una mente all’altra.                                Al secondo posto c’è la chiaroveggenza, che significa “vedere chiaro”. È la facoltà di vedere ciò che va al di là dell’impiego dei cinque sensi, interloquire con lo spirito di una persona deceduta oppure maneggiare un oggetto per scoprire la sua storia o a chi appartiene. Al terzo posto c’è la precognizione, la capacità di leggere il futuro e prevedere gli eventi prima che accadano.

Joseph Banks Rhine

X-FILE EXTRASENSORIALI

La maggior parte di questi fenomeni si verificano senza nessun tipo di preavviso, il che rende impossibile farli rientrare in un esperimento o avvantaggiarsi di certe informazioni.                                                                                                Nel maggio 1979, l’impiegato David Booth di Cincinnati, negli Stati Uniti, ebbe lo stesso incubo per dieci notti consecutive. Ogni notte vedeva un aereo con le insegne della compagnia aerea American Airlines precipitare, prendendo fuoco, e schiantarsi al suolo.                                                                                                                                Così, il 22 maggio, l’impiegato, impaurito e turbato, telefonò alla Federal Aviation Authority e alla compagnia aerea per lanciare l’allarme. Tuttavia, i particolari forniti da Booth non erano sufficienti per riuscire ad identificare l’aereo e troppo vaghe per giustificare un intervento, nel caso si fosse trattato veramente di un sogno premonitore.                                A distanza di tre giorni, il 25 maggio 1979, David Booth rimase pietrificato nel vedere il suo incubo essere diventato realtà e trasmesso in televisione: un DC-10 della American Airlines era precipitato sull’Aeroporto O’Hare di Chicago. Avendo perso l’uso di uno dei due reattori ed essendosi staccata l’ala sinistra, l’aereo si schiantò al suolo in fiamme. Fu una vera e propria tragedia in cui morirono 273 persone.

Oltre al caso appena raccontato, ebbe luogo anche la tragedia che “predisse” William Stead.                                        Egli fu un editore, giornalista, scrittore britannico e pioniere del giornalismo investigativo. Nel 1882, cercò di portare l’attenzione delle persone sulla mancanza di imbarcazioni di salvataggio di tutte le navi di nuova generazione. Pubblicò quindi la storia di un transatlantico a cui mancavano le scialuppe di salvataggio, affondato per colpa di un iceberg. Noterete senz’altro la somiglianza con la tragedia che vide protagonista il Titanic. Ebbene, Stead morì nel 1912, proprio sullo sfortunato transatlantico, considerato da tutti a quel tempo “inaffondabile”, quando si scontrò con un iceberg.

Il giornalista inglese William Stead

CONTROLLARE LE PERCEZIONI EXTRASENSORIALI

Alcune persone affermano di essere in grado di utilizzare le loro capacità extrasensoriali in qualsiasi momento. Queste persone prendono il nome di “sensitivi”. Talvolta, essi utilizzano le loro facoltà per aiutare altre persone.
A Gerard Croiset, parapsicologo, psicometrista, psichico e famoso veggente olandese, venne chiesto più volte e in molteplici occasioni di collaborare con la polizia per ritrovare bambini dispersi. Una volta venne contattato da un professore di un’università americana la cui figlia di ventiquattro anni era scomparsa. Croiset lo convinse a non preoccuparsi perché la ragazza era ancora in vita e si sarebbe fatta viva dopo sei giorni.                                                  Il sesto giorno la ragazza tornò a casa. Come ogni volta, anche questa volta, l’aiuto di un sensitivo a supporto delle indagini delle forze dell’ordine fece scalpore. Tuttavia, Gerard Croiset e altri investigatori sensitivi hanno ammesso di collezionare più fallimenti che successi.

Ed ecco quindi la domanda: SARA’ VERO OPPURE NO TUTTO CIO’?

Molti ricercatori hanno condotto test, esami ed esperimenti specifici nel tentativo di provare l’esistenza di queste percezioni extrasensoriali.  Sarà vera la teoria che si utilizzi solo il 10% del potenziale effettivo del nostro cervello, e che quindi per il restante 90% si possano mettere in atto capacità grandiose come queste? Nel complesso, le opinioni sono discordanti e spesso poco chiare.                                                                                                                                    Non sembrano esserci dunque prove oggettive dell’esistenza di queste doti. Ma è anche vero il contrario. Tu cosa ne pensi? 

Immagine di copertina: foto di Gerd Altmann da Pixabay 

Un pensiero su “Percezioni Extra-Sensoriali: oltre il corpo e la mente”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *