La mitologia greca è un mondo di aneddoti e racconti che si intrecciano tra di loro, dando origine ad altre storie. Il tema principale dei miti è la quotidianità dell’uomo e il suo continuo confronto con il divino. Infatti, dietro a un mondo fantastico, abitato da creature mitologiche, vengono descritte delle situazioni a cui l’uomo è giornalmente sottoposto. Quindi, in realtà, queste storie, non sono totalmente relegate all’antichità, ma hanno dei legami con il nostro presente. Questa è anche la prova che, per quanto la vita dell’uomo si possa essere evoluta, è sempre basata sulle stesse fondamenta.
Prendiamo per esempio il mito del re Sisifo. Ora, a nessuno capiterà mai di trovarsi a curiosare nelle faccende private di Zeus o a tavolino con la morte a bere un bicchiere di vino, ma quello che questo mito nasconde, dietro ad una narrazione fantastica, è il pericolo dell’inganno. Sisifo rappresenta l’uomo: un essere estremamente intelligente ma per niente saggio. Quante volte ci sarà capitato di dire il falso per non ritrovarci in situazioni spiacevoli? E quante volte invece abbiamo sentito quel peso sulle spalle, pesante come il masso che il sovrano ha dovuto trasportare per l’eternità? Sisifo è riuscito ad ingannare Thanatos (La Morte) per ben due volte, ma non sarà stato facile vivere con l’ansia costante di essere trovato, di essere scoperto. Un peso che, per sua sventura, lo sovrastò anche da morto.

Sin da piccoli impariamo a distinguere le cose che ci circondano, classificandole in due ampie categorie: il bello e il brutto. Vediamo il bello come un qualcosa di irraggiungibile, splendente, desiderato da tutti. Al contrario, il brutto lo percepiamo come qualcosa da allontanare, a tratti spaventoso e disgustoso. Quando i bambini vedono qualcosa che loro ritengono “brutta” cominciano a piangere finché la mamma o il papà prendono in mano la situazione e allontanano il presunto “brutto” dal bambino. Con questo stesso ragionamento, Efesto fu scaraventato giù dall’Olimpo dalla madre Era, quando era solo un neonato. La società di oggi è basata tutta sull’aspetto esteriore, se non si è abbastanza magri, muscolosi, alti, si viene giudicati ed esclusi, proprio come Efesto. Il vero valore di una persona viene sempre offuscato dalla copertina con cui ci viene presentata. Efesto fu colui che fornì le frecce ai due gemelli: Artemide e Apollo, fu colui che progettò l’Egida, il fenomenale scudo di Zeus, fu colui che creò Pandora: la prima donna e fece molto altro ancora. Anni e anni di lavoro, spazzate via dal suo aspetto. Il mito di Efesto dovrebbe essere da lezione per tutti, per ragionare su quante volte abbiamo sprecato la possibilità di parlare con qualcuno solo perché da fuori ci sembrava brutto o strano.

Un altro mito molto conosciuto, amato anche dai contemporanei, è quello di Apollo e Dafne. Eros, dopo che il suo ruolo divino venne screditato da Apollo, scagliò due delle sue frecce magiche: una dorata, che provocò la nascita dell’amore e dell’interesse di Apollo nei confronti della ninfa Dafne; una di piombo, indirizzata a Dafne, che generò il disgusto, il disinteresse della ninfa nei confronti di Apollo. Cosa c’è più contemporaneo di un amore non corrisposto? Ognuno potrebbe ritrovarsi in una delle figure di questa disputa. Apollo rappresenta colui che ama e, sfortunatamente, non è ricambiato. Questo rifiuto lo prosciuga, creando un dolore quasi logorante che, però, è offuscato dall’apparente benessere, provocatogli dalle frecce di Eros. Dafne è colei i cui sentimenti non corrispondono a quelli del Dio, una figura stanca di fuggire. Entrambe le figure sono sofferenti. Quando si pensa a un amore non corrisposto, si tende a colpevolizzare la persona i cui sentimenti non sono corrisposti ma, mettendosi nei suoi panni, si capirà come sarà davvero estenuante convivere con un cuore infranto.

Immagine di copertina: Jeff Chabot da Pixabay

Interessante e coinvolgente; è bello osservare come i miti lanciano delle informazioni sulla moralità che sono più attuali di quanto sembra.
Sei strepitosa Valeria… mi lasci sempre senza parole. Orgogliosa di essere la tua insegnante di italiano.
Bravissima, articolo avvincente, hai reso benissimo l’ idea di come la mitologia si abbini alla realtà.