Il termine Epifania deriva dal greco ‘επιφανεια’ “manifestazione”, usato in senso religioso dai Greci per indicare l’azione di una divinità che palesa la propria presenza attraverso un segno, visione, sogno, miracolo (‘επιφαινομαι’ vuol dire “apparire”) ed è la festività che ricorre ogni anno il giorno 6 gennaio per le Chiese che seguono il calendario gregoriano e il 19 gennaio per quelle che adottano il calendario giuliano. Viene ricordata la visita dei re Magi a Gesù, a Betlemme.

Tale festa viene fatta risalire all’immagine della Befana, corruzione lessicale del termine epifania, poiché, secondo una versione religiosa finalizzata a cristianizzare questa figura, i re Magi durante il viaggio chiesero informazioni sulla strada a una vecchia e insistettero perché lei andasse con loro a portare i doni al figlio di Dio. Lei però rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un sacco pieno di doni e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò a ogni porta e consegnò i doni ai bambini, sperando di essere perdonata. Da questo episodio deriva la figura della Befana, una vecchia  brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci, che vola su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per riempire le calze lasciate dai bambini appese sul camino o vicino a una finestra.
I bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolciumi e caramelle; al contrario, coloro che si sono comportati male troveranno del carbone o dell’aglio.

In alcune versioni si dice che sia la moglie di Babbo Natale; in altre una sua amica o una sua parente; in altre, invece, si narra che siano in leggera conflittualità, visto che il signore in rosso andrebbe a spargere la voce della non esistenza di questa vecchia. Infine, altre fonti raccontano che la Befana abbia un marito (il Befanotto) molto vecchio, brutto a tal punto da incutere terrore nei bimbi che lo vedono arrivare mentre accompagna la sua vecchia e malandata moglie. L’Epifania però, oltre a essere un giorno di gioia per i bambini, rappresenta anche la fine delle feste natalizie: a tal proposito si usa il detto “l’Epifania tutte le feste porta via”. Nell’immaginario, la Befana cavalca la scopa al contrario delle raffigurazioni di streghe, cioè tenendo le ramaglie davanti a sé; dunque l’iconografia specifica della Befana non è assimilabile a quella delle streghe.
Oltre che in Italia, l’Epifania si festeggia anche in Spagna, Francia, Germania, Russia, Islanda, Ungheria e Romania. Ogni Paese ha la propria tradizione:
– In Spagna la sera precedente i bambini si preparano all’arrivo dei Magi mettendo davanti alla porta un bicchiere d’ acqua per i cammelli assetati, qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re sfilano per le vie cittadine su dei carri riccamente decorati.
– In Francia, l’Epifania si festeggia mangiando un dolce speciale all’ interno del quale si nasconde una fava, chi trova la fava diventa per quel giorno il re o la regina della festa.
– In Russia il 6 gennaio la chiesa ortodossa festeggia il Natale. Secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre Gelo accompagnato da Babuschka ,una simpatica vecchietta.
– In Germania il 6 gennaio non è un vero e proprio giorno festivo, infatti i bambini vanno a scuola e si lavora regolarmente. I preti però vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche verso o intonano una canzone sacra; le persone di religione cattolica si recano in Chiesa.
– In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo giorno, perché da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. I festeggiamenti iniziano con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi; a metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l’ 11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’ artificio.
– In Ungheria i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.
– In alcune città della Romania, i bambini bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie; come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.

Fonte immagine: Wikipedia

In Italia questa festività si festeggia in modo diverso anche da regione a regione.
– In Liguria la Befana viene chiamata Bazâra col significato di vecchia sporca e trasandata. Questa festa ancora oggi è chiamata “Pasquetta” che non indica il giorno dopo la Pasqua ma una festività qualunque. A differenza delle altre regioni qui i bambini ricevono delle scarpette, dette ciapellette, di cioccolato ripiene di castagne secche, aglio e mandarini o in alternativa soldi di cioccolato; tradizionalmente si lasciavano le proprie scarpe fuori dalla finestra e lo spirito della Bazâra nella notte le avrebbe riempite, poiché nella leggenda si ipotizzava che avesse le scarpe rotte e ne avesse bisogno di nuove, e avrebbe lasciato una ricompensa a tutti i ragazzini che fossero disponibili a lasciarne un paio in dono.
– In Toscana esistono i Befani, uomini che il giorno dell’Epifania vanno assieme alla Befana per le vie cittadine dei paesi a eseguire canti tradizionali maremmani, augurando la “buona Pasqua” (augurio legato alla liturgia dell’Epifania, quando in Chiesa viene letto “l’annuncio del giorno di Pasqua”).
– In Sardegna la “Befana” italiana è infine giunta a soppiantare le feste più tradizionali; la Carta de Logu, raccolta di leggi in lingua sarda finalizzata a disciplinare in modo organico alcuni settori della vita civile, rimasta in vigore fino al 1827, si esprime in merito all’Epifania chiamandola Pasca Nuntza, essendo questa la giornata stabilita per la corretta definizione delle feste mobili, fra cui la Pasqua.

L’Epifania dunque è una festa cristiana ma nelle Chiese di riti orientali è nota con il termine equivalente di Teofania. Il termine “epifania” è presente anche nell’Islam, dove indica la comparsa alla fine dei tempi di persone chiamate da Allah a mettere fine alle ingiustizie e alle inadeguatezze umane. Nelle Chiese cristiane ortodosse (dove è seguito il calendario giuliano), il 7 gennaio si celebra la Nascità di Gesù, a causa di una differenza di tredici giorni fra calendario gregoriano, in uso in occidente dal 1582, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse. Di conseguenza l’Epifania è celebrata il 19 gennaio. Nelle Chiese ortodosse che osservano il calendario gregoriano (con il calendario giuliano conservato per il solo ciclo pasquale), la Teofania è celebrata il 6 gennaio.

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