Gli ultimi dati Istat (2021-2022) sullo stile di vita di bambini e ragazzi, ci dicono che i giovanissimi obesi in Italia sono in forte crescita. In eccesso di peso risulta il 25,2% della popolazione di bambini e ragazzi nella fascia di età compresa tra i 3 e i 17 anni. Forti le differenze di genere, con una prevalenza dei maschi, pari al 27,8%, contro il 22,4% delle femmine. Inoltre, nella fascia di età compresa tra i 3 e i 10 anni, l’eccesso di peso raggiunge addirittura il 30,4% di tutti i bambini. Fortunatamente, al crescere dell’età, il sovrappeso e l’obesità diminuiscono, fino a toccare il valore minimo del 14,6% tra i ragazzi di età tra i 14 e i 17 anni. Una disparità si nota anche in riferimento all’area geografica di appartenenza: al Nord sono in sovrappeso il 22%, al Centro 25%, al Sud e isole circa il 33%. Le percentuali sono particolarmente elevate in alcune regioni come la Campania (35,4%), la Calabria (33,8%), la Sicilia (32,5%) e il Molise (31,8%).
E in Europa? Nei paesi dell’Ue, in media, è obeso un bambino su otto, quindi è migliore rispetto a quella italiana. Tuttavia le percentuali variano da paese a paese: Cipro (20%), Spagna (18%), Grecia e Malta (17%) mostrano i valori più elevati. Danimarca (5%), Norvegia (6%) e Irlanda (7%) quelli più bassi.

Ma quando è che possiamo parlare di obesità? L’associazione dei medici italiani definisce obesità una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo dovuto a un accumulo di tessuto adiposo, che si sviluppa per l’interazione di vari fattori, tra cui quelli genetici, endocrino-metabolici e ambientali. Lo studio rileva anche che un quarto dei bambini e degli adolescenti italiani consuma snack industriali e bevande gassate tutti i giorni, soprattutto nella fascia 11-17 anni. Il consumo quotidiano di snack salati coinvolge l’8,5% di bambini e ragazzi (3-17 anni) che vivono in famiglie di status socioculturale più elevato e il 18,1% di quelli che hanno almeno un genitore con al massimo la licenza media. Analoghe influenze si osservano nell’abitudine al consumo di bevande gassate che interessa il 18,8% degli adolescenti se almeno uno dei genitori ha una laurea o un titolo superiore e il 29,6% quelli con genitori che hanno frequentano al massimo la scuola dell’obbligo.

Anche con riferimento alle abitudini alimentari appare evidente l’influenza delle caratteristiche socioculturali dell’ambiente familiare: più elevato è il titolo di studio conseguito dai genitori più accurato è l’aspetto nutrizionale dei bambini, sia in termini di consumo quotidiano di frutta e verdura e sia di adeguatezza del regime alimentare. Curare l’obesità è possibile, ma il percorso necessario è lungo e complesso, e di solito coinvolge alcuni professionisti come il dietologo o il nutrizionista, che prescriveranno una dieta personalizzata, rigorosa e ipocalorica, per ridurre l’apporto di cibo e migliorare l’alimentazione.
Sembra paradossale, ma molti pazienti obesi sono malnutriti, perché carenti di vitamine e di minerali fondamentali per la salute. Naturalmente, il percorso di dimagrimento si completerà con un adeguato sport. Le attività più consigliate sono quelle aerobiche: corsa, nuoto, bicicletta. Utilissimi anche i corsi in palestra, purché eseguiti con la supervisione di un professionista competente che assegni esercizi adeguati e verifichi il buono svolgimento delle routine.
