Hirohiko Araki è un fumettista giapponese conosciuto in tutto il mondo per la famosa opera, acclamata anche dalla critica, “Le bizzarre avventure di Jojo”. Araki ha debuttato nel 1980 con il suo one-shot “Poker Under Arms” e la sua carriera è ufficialmente decollata con le short series “Magical B.T.”, “Baoh”, e “Gorgeous Irene”. Nel 1986 arriva il capolavoro “Le bizzarre avventure di Jojo”, che lo consacra come uno dei pilastri della produzione fumettistica giapponese.
Il mangaka cresce, in quanto autore, assieme alla propria opera e gradualmente affina tecniche artistiche e creatività. Personaggi dalle mille sfaccettature si affrontano in battaglie bizzarre attraverso i propri “stand”, ovvero manifestazioni dell’animo umano con poteri altrettanto bizzarri e diversi fra loro, che permettono all’autore di sfruttare al meglio la propria creatività al fine di architettare situazioni molto coinvolgenti e appassionanti per il lettore.

Per le proprie produzioni, Araki attinge dalla cultura pop musicale e cinematografica degli Anni Ottanta; proprio mentre ascolta le sue canzoni preferite, Hirohiko crea argutamente i vari poteri stand, i cui nomi derivano proprio da titoli di canzoni e gruppi musicali (Killer Queen; Made in heaven, Metallica, etc..).
Dietro gli stand si nascondono persone, tutte diverse, alle quali Araki attribuisce design e comportamenti specifici. Si tratta di un vero e proprio omaggio all’umanità in quanto tale: l’autore non ha problemi, infatti, ad illustrare personaggi particolari, a tratti grotteschi, con pregi e difetti –talvolta insoliti -, personaggi-simbolo di quella diversità umana, a cui Araki assiste ogni giorno nelle proprie esperienze e nei propri viaggi.
Araki è infatti un appassionato di viaggi e non può fare a meno di inserire tale tema nella propria creatura: città e luoghi differenti danno spazio a scontri geniali, in cui l’intelligenza e la capacità adattiva dei protagonisti all’ambiente circostante vincono su nemici di diversa portata. É interessante sottolineare, poi, come una delle tante mète preferite di Araki sia proprio l’Italia, che egli decide di omaggiare ambientando proprio nel bel Paese le vicende della quinta parte de Le bizzarre avventure di Jojo.

Il tema del viaggio viene sostituito, in alcune parti, dalla staticità della realtà cittadina; l’autore si mette alla prova, cercando, con grande ingegno, di inserire poteri bizzarri che si adattino ad una realtà quotidiana e apparentemente tranquilla.
Sono proprio la capacità di mettersi in gioco e il continuo superare sé stesso che rendono Hirohiko Araki un autore sui generis, in costante evoluzione sia nello stile che nella creatività e fonte di grande ispirazione per molti altri mangaka, che si affacciano al panorama della produzione fumettistica giapponese. Tale rivalutazione di Araki trova massima espressione in “Jojonium”, progetto che prevede una rivisitazione delle prime tre parti de Le bizzarre avventure di Jojo, caratterizzate, però, da uno stile più evoluto e da alcuni cambiamenti che rendono la trama più godibile per i nuovi lettori e più interessante per quelli di vecchia data.
Quest’ultima grande opera di Araki ha trovato spazio nel panorama culturale mondiale, influenzando la cultura di massa, dal web e dai videogiochi al mondo del cinema, per cui tutt’oggi è possibile ovunque trovare piccoli – sia pur talvolta minimi – riferimenti a Le bizzarre avventure di Jojo.

Un articolo interessante , decisamente nuovo nello stile e finalmente in un italiano corretto privo di anglicismi vari e storture grammaticali. L’impostazione si mostra scorrevole e si legge con piacevolezza. Un bravo a questi due ragazzi. Continuate così.
Contenuto gradevole racconto avvolgente e scritto bene che dire 10 per tutto e mi raccomando pubblicate sempre alla prossima bravi