Oggi è la giornata dell’Amore, degli innamorati e di chi si chiama Valentino o Valentina.
Questa festa accomuna ogni popolo (dopo l’ossigeno ovviamente). Sarà perché l’Amore è universale.

Le origini della festività dedicata a San Valentino sono ovviamente di ascendenza religiosa. Il Valentino che si festeggia viene da Terni, ed è stato martire e santo cristiano. Venne istituita da Papa Gelasio I nel 496, e grazie ai monaci Benedettini e i loro monasteri, si diffuse in Inghilterra, Francia e dintorni, intorno alla seconda metà del 600.

Le origini cristiane però si fondono con una festività pagana dell’antica Roma, che papa Gelasio “cristianizzò”. Infatti, era usanza per i romani celebrare nei giorni di metà febbraio i Lupercalia, i giorni in cui mettevano in atto il caos primigenio invertendo ad esempio il ruolo di servo e padrone, per poi celebrare la rinascita. Il significato è molto profondo: i romani, una volta all’anno, volevano purificarsi per poi rinascere. La loro festa è legata al ciclo naturale di morte e rinascita. Nell’antica Roma si svolgevano cortei e si dava vita a rituali, anche in maschera.

Altre pratiche dei Lupercalia erano legate alla sessualità: le donne ricevevano una benedizione per garantirsi la fertilità. Papa Gelasio, con la sua riforma, rese la celebrazione più romantica, e la festa perse qualsiasi riferimento esplicito alla sessualità.

Secondo una celebre leggenda, san Valentino aiutò una fanciulla povera a sposarsi, offrendo una somma di denaro come dote. Così la figura del protettore degli innamorati ebbe una riconferma.

Durante l’evoluzione storica di questa festa c’è anche un riferimento a Parigi, città dell’amore per eccellenza. Lì, nel 1400 fu istituito l’Alto Tribunale dell’Amore, che avevo lo scopo di decidere sui contratti d’amore, sui tradimenti e sulla violenza contro le donne. Era ispirata ai princìpi dell’amor cortese. I giudici che avrebbero fatto parte del Tribunale dovevano perfino dimostrare la loro familiarità con le poesie d’amore.

Un altro riferimento molto popolare è dell’Amleto di Shakespeare, nella scena in cui Ofelia, in preda alla pazzia, canta queste parole: “domani è San Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina”.

Il modo migliore per festeggiare questo giorno è scambiarsi i valentine, ovvero i bigliettini d’amore, molto spesso riempiti da cuori rossi e stampi di rossetto; però anche un bel mazzo di rose, oppure una confezione di cioccolatini, non guastano mai.

2 pensiero su “San Valentino e le sue origini”
  1. Confermo ancora , pur se non ce n’è bisogno la mia ammirazione per la stesura del testo, preciso nei riferimenti storico sociali e decisamente corretto nella forma e nella sostanza. Dire brava è poco. Complimenti vivissimi

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