Articolo di Alessia Pecorella e Giulia Mauriello
La lettura è un processo mentale che permette di acquisire conoscenze e comprendere informazioni e idee. Ma non è solo questo: la lettura è divertimento, è poter vivere mille vite mentre stai vivendo la tua. È poter viaggiare con la fantasia in luoghi mai visti, situazioni mai sperimentate. Ti apre la mente e costituisce un mezzo per comprendere diversi punti di vista e culture e per estraniarsi dal mondo reale.
Dai dati dell’Istat sappiamo che l’Italia è in fondo alla classifica mondiale per quanto riguarda il tempo speso per la lettura. Ma perché in Italia si legge così poco? La causa principale è la mancanza di tempo. Il 30% degli italiani non legge. Il 23,7% preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura (“non ci vedo bene, età anziana”) e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico (“i libri costano troppo”) è scelto dall’8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5%.

Ma cosa vuol dire leggere oggi? In un mondo in cui la tecnologia riveste un ruolo sempre più centrale nelle nostre vite, il lettore contemporaneo si trova di fronte a due diverse possibilità di scelta, ognuna con i suoi pregi: la lettura cartacea e la lettura su dispositivo elettronico. Sicuramente sono in molti a chiedersi quale delle due tipologie sia la migliore, dunque analizziamo quali vantaggi possono portarci. La modalità digitale, molto utilizzata da un gran numero di persone, ma ritenuta inefficace da altri, in realtà nasconde più possibilità di quanto si pensi. Un esempio potrebbe essere che può permettere anche a persone con disabilità di approcciarsi alla lettura in modi che fino a qualche anno fa non sarebbero stati possibili: un ipovedente può impostare la dimensione del font per sforzare meno la vista; un dislessico può scegliere il font adatto per migliorare la lettura; un non vedente potrà sfruttare lo strumento di sintesi vocale per accedere ai contenuti testuali. Questo è possibile anche con un semplice PDF, ma in un e-Book si possono introdurre dei “tag semantici” per migliorare ulteriormente l’esperienza di lettura e la comprensione. Inoltre la versione e-Book consente al lettore un maggiore risparmio rispetto alla versione cartacea, infatti normalmente il costo di un libro in digitale può arrivare al 60/70% in meno. Ovviamente non possiamo scordare il fattore comodità, in quanto essendo immateriale è leggero da trasportare e più facilmente condivisibile. Anche se alla comparsa degli e-Book alcuni profetizzavano una totale sparizione dei tradizionali libri, la carta continua ad essere al primo posto come preferenza.

Però se da una parte è giusto conoscere le potenzialità del digitale, bisogna anche essere consapevoli delle sue criticità. Con “lettura profonda” intendiamo l’insieme di processi che conducono alla comprensione di un testo e che includono il ragionamento inferenziale e deduttivo, le abilità analogiche, l’analisi critica e la riflessione. Mentre un lettore esperto ha bisogno di millisecondi per eseguire questi processi, un giovane alle prime armi ha bisogno di anni per svilupparli. Ora, la lettura online certamente fornisce abilità come il multitasking e dà molte opportunità di approfondimento del testo, ad esempio attraverso la ricerca di immagini, musica, luoghi geografici, eventi storici e molto altro. Ma l’eccessivo carico informativo che caratterizza la cultura digitale può essere controproducente: un’informazione facilmente accessibile, prontamente disponibile e ricca potrebbe rendere il lettore più passivo, non inducendo alla riflessione, come nel caso delle fake-news. Alcune ricerche mostrano anche che leggere testi complessi su uno schermo non è efficace come sulla carta, in quanto più dispersivo perché la lettura dagli schermi non incoraggia a soffermarsi sul testo e su ciò che si è compreso. Inoltre il lettore online non sempre ha la capacità di leggere criticamente il testo tenendo conto della qualità e dell’affidabilità delle fonti.
Perciò nella pratica come si traduce tutto questo? Si potrebbe pensare che i ragazzi leggano maggiormente in digitale mentre gli adulti in cartaceo ma nella realtà dei fatti non sempre ciò corrisponde al vero. A questo proposito abbiamo cercato di fornire una visione di insieme intervistando sia alcuni docenti di letteratura sia i nostri compagni di classe. Secondo il pensiero della professoressa Passalacqua la versione cartacea è preferibile a quella digitale in quanto l’e-Book non permette di interagire con il testo con sottolineature, post-it. Trova comunque comodo il digitale, ma non paragonabile al tradizionale. La professoressa Coppola invece, in questo frangente di Covid, ha trovato una grande risorsa nei formati elettronici per evitare la contaminazione della carta. Dalle interviste ai compagni è risultata una netta maggioranza nella preferenza per il cartaceo, chi per l’odore della carta, chi perché ama sfogliare le pagine e conservare i libri e chi per le copertine. Non trascurabile è il fatto che durante la giornata si passa tanto tempo con gli occhi attaccati allo schermo, di conseguenza molti preferiscono non sforzare la vista.

Con “lettura su dispositivo” non si intende però solo quella attraverso kindle o e-Book, ma anche piattaforme gratuite in cui tutti possono scrivere, leggere e commentare storie. Tra queste la più famosa è Wattpad, con i suoi oltre 100 mln di download. Abbiamo poi interrogato i sopracitati professori e compagni sulle loro opinioni sull’argomento. Entrambe le docenti riguardo a questo fenomeno ritengono che possano essere un buon esercizio di scrittura e un’occasione di scambio e di confronto con altri utenti, oltre che un mezzo per avvicinare gli utenti medi alla lettura, ma sottolineano come non debba mai mancare un rapporto con la letteratura alta per saper distinguere quest’ultima dalle forme più approssimative. Tra in nostri compagni si sono riscontrati pareri contrastanti a riguardo.

Alcuni non utilizzano questa tipologia di piattaforme, ma pensano che siano valide soprattutto per gli aspiranti scrittori, come mezzo di crescita personale; ad altri non piace; altri ancora ne fanno uso spesso, perché cercando con attenzione si può anche trovare materiale promettente, infatti talvolta succede che certe storie vengano acquisite dalle case editrici e diventino libri venduti nelle librerie.
Ringraziamo le nostre professoresse Francesca Romana Passalacqua e Tina Coppola e la nostra classe III E per la collaborazione.
