Il cyberbullismo è la versione contemporanea del fenomeno del bullismo. È, potremmo dire, una trasposizione online di atti discriminatori, prese in giro, aggressioni e molestie verbali.
Questo fenomeno ha un impatto forse anche maggiore sulla vittima e può causare gravi danni psicologici, perché il “bullo” perseguita anche in ambienti esterni da quelli in cui le due persone entrano in contatto. In questo modo le prese in giro continuano anche quando la vittima è in casa tramite messaggi, social, video e foto. Purtroppo, nella nostra generazione il fenomeno del cyberbullismo è molto più frequente del bullismo.
La vittima non si ribella perché prova vergogna e imbarazzo. Può accusare attacchi di panico e depressione e finisce per isolarsi. Ciò può portarla a commettere atti estremi, come tentare il suicidio, mentre il cyber-bullo rischia di affrontare un vero e proprio processo penale e può essere accusato di omicidio oppure di istigazione al suicidio. Corre dunque il rischio di passare in carcere molti anni e in più di dover risarcire la famiglia della vittima.
Prendiamo in considerazione altri due fenomeni che possono collegarsi al cyberbullismo: il sexting e il revenge porn. Semplice capire la differenza tra loro: è la stessa differenza che c’è tra il consenso e il non consenso. Il sexting è legale, mentre il revenge porn no.
Ma cos’è il sexting? È lo scambio di contenuti multimediali di tipo erotico/sessuale ed è legale dal momento in cui le due persone coinvolte sono entrambe consenzienti e maggiorenni. Però purtroppo, la maggior parte di coloro che svolgono questo “scambio” sono minorenni.
Questa pratica ha molti rischi e può trasformarsi in revenge porn dal momento in cui i contenuti vengono trasferiti dalla sfera privata a quella pubblica. Spesso, accanto alla diffusione di questi contenuti, a parte la violazione di dati strettamente personali, troviamo altri reati come la diffamazione e l’estorsione.
Nel caso in cui fosse coinvolto un minore i rischi sono maggiori: alla lista dei reati si aggiunge anche la produzione e la detenzione di materiale pedopornografico. Come sappiamo bene, i social rappresentano uno strumento molto importante per la comunicazione e per lo sviluppo sociale, ma come ogni strumento, implicano dei rischi che bisogna prendere in considerazione.
Se sei vittima di cyberbullismo o di revenge porn questi sono alcuni consigli di cui puoi tenere conto:
1) crea delle prove, come dei semplici screenshot.
2) quando possibile, rimuovi tu stesso il contenuto. Se non è possibile, richiedi agli amministratori della piattaforma di rimuovere il contenuto. Sono tenuti a farlo, come prescrivono le normative vigenti.
3) parlane con i tuoi genitori o insegnanti. Può essere imbarazzante e puoi provare vergogna nel farlo, però possono aiutarti a risolvere la situazione in cui ti trovi.
4) denuncia alla polizia postale.
Esiste inoltre il numero verde di Telefono Azzurro: 1.96.96, gratuito e disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni.


