Il mondo sta cambiando. Gli scenari geopolitici vanno sempre più verso un cambiamento epocale, perché, infatti, verrà segnato un nuovo assetto politico, processo iniziato dal 1991, da quando l’Unione Sovietica si disciolse, lasciando la corona di superpotenza all’America. Viviamo in un mondo fatto di equilibri sottilissimi, soggetti a instabilità, ma non troppo a imprevedibilità ed irrazionalità. Si pensi al Mondo e a quanti interessi di potere, territoriali, economici, di alleanze dirigono e dettano pensieri, apparenze, mosse degli interpreti sul palcoscenico. Il teatro inserito in un gioco a scacchi, in cui si ragiona per prevedere il futuro. E delle pedine hanno già il loro destino scritto, fintanto che non si decida di sovvertire l’ordine costituito. L’espressione “U-craina”, non a caso, significa “al confine”.

Zhongnanhai, ufficio presidenziale cinese. Xi Jinping parla con un proprio collaboratore, che chiede:

“ Scoppierà la terza guerra mondiale così?”

“Non penso. Almeno finché l’America – e dopo, di riflesso l’Europa – non interverrà, non sussiste molto il rischio. Ecco spiegato il motivo per cui Putin ha attaccato; è consapevole che può tentare di prendere questo azzardo.”

“Che vuole Putin?”

“Putin maschera per bene la propria volontà con l’affermazione di condurre “una missione speciale per mantenere la pace e proteggere le minoranze russe dagli estremisti di destra ucraini”. In passato, è accaduto questo tipo di sopruso, ma certamente è una maschera di scena che indossa per giustificare il proprio nazionalismo imperiale. Spera di prendersi l’utile “zona-cuscinetto” dell’Ucraina, al cui governo porre un proprio uomo di fiducia, in modo da assicurarsi la rinuncia definitiva alla Nato.

Così riesce a raggiungere, inoltre, la propria missione di “riunire” le tre sorelle slave – territorio ucraino, bielorusso e russo – che “nascono dalla stessa radice”. E non bisogna dimenticare che Putin ha ovviamente già in mano il Donbass, che ha riconosciuto ufficialmente indipendente, la Crimea – per la quale ha occupato i territori di controllo delle forniture idriche in questi giorni-, due territori importanti in Georgia quali l’Abcasia e l’Ossezia del Sud, la Transnistria, regione separatista filo-russa della Moldavia, ed esercita influenza sulle Repubbliche dell’Asia centrale. Ottenendo l’Ucraina, si approprierebbe, inoltre, dell’Isola dei Serpenti, strategica per la propria posizione davanti alla Romania, membro Nato. Il suo controllo sul Mar Nero e Mar D’Azov sarebbe non indifferente.

Non ha, poi, solo desiderio di revanscismo sull’Ucraina, che nel 2014 “si è tolta” dall’influenza russa, ma si sta preparando al nuovo assetto politico mondiale, che lui stesso vuole contribuire a formare – e noi ne saremo protagonisti – per fronteggiare il futuro. Non a caso, già dal 2014, la Russia ha cercato di stabilire con noi una partnership. Non tutto si riduce a questo: come il Donbass, per esempio, ha un bacino carbonifero ricchissimo, un’industria siderurgica e metallurgica importante, così tutta l’Ucraina è fra i principali produttori mondiali di cereali e gas. Gli interessi economici …”

“Perché ha attaccato ora?”

“Il leader russo ha mosso le pedine perché sa che non avrebbe mai avuto quel documento giuridicamente vincolante che avrebbe garantito le proprie condizioni: Biden voleva lasciare libero arbitrio all’Ucraina in quanto Stato indipendente e sovrano, verità che gli fa comodo (la situazione, sotto alcuni punti di vista, ricorda a parti invertite certe dinamiche dell’ “invasione della baia dei Porci” del 1961 e, poi, la conseguente “crisi dei missili di Cuba” del 1962, anche se in termini e risultati diversi); sotto le insistenti pressioni americane,inoltre, l’Ucraina voleva aderire alla Nato. E’ stato ribadito, tuttavia, più volte, a Kiev, che “per ora non è in agenda la sua effettiva adesione alla Nato”, ma uno scettico Putin non voleva ripetere l’errore del russo Gorbaciov che, nel 1989, non ottenne un documento che attestasse il blocco del raggio di espansione della Nato nei Paesi del celeberrimo Patto di Varsavia e delle ex Repubbliche sovietiche. Approfittando del decadimento russo, l’America – che nega, tuttavia, l’esistenza di tali accordi – ha coinvolto strategicamente nella Nato la maggior parte dell’est Europa, aggirando anche i veti russi. Da una parte, Putin è stato provocato da questa continua espansione strategica americana, come, del resto, anche dal continuo rifornimento di missili anticarro e di armi della Casa Bianca all’Ucraina. Gli Americani, in più, stanno portando avanti diverse pressioni sui Paesi che ancora non ospitano installazioni militari permanenti, per creare continuità su tutto il loro feudo europeo. Nessuno è voluto scendere a compromessi diplomaticamente, perché nessuno ha rinunciato ai propri interessi. E quando si è in giuste democrazie come noi, cosa si fa? Attaccare. I civili sono colpevoli di essere appartenenti a quello Stato, specialmente se mostrano il loro patriottismo.”

“Ma quindi l’America che ruolo ha, cosa vuole?”

“Sul piano della politica interna, quello presente non è un buon momento per l’America; sicuramente non è più la potenza schiacciante di 15 anni fa. Sembra impreparata perché non agisce, ma non lo è. L’America sceglie di non agire, in quanto non intende aprire una guerra militare con la Russia andando fin laggiù a perorare la causa Ucraina. Biden è cosciente, infatti, dell’importanza strategica dello Stato di Zelensky, ma anche del fatto che non rappresenta una questione vitale, come invece è per i Moscoviti. È possibile dire che gli americani hanno tutto da guadagnare: chi verrebbe – e verrà – danneggiato da questa guerra saranno Russia e Europa, per le conseguenze dell’avanzata russa sia per i flussi migratori verso ovest, sia sotto un aspetto economico e pratico, derivato dai pacchetti sanzionatori con cui si colpirà il Cremlino e, di riflesso, l’UE stessa, di cui Putin, però, è consapevole di provocare una divisione.”

“Signore,  l’America potrebbe stare in fase di fermo per mantenere proprio il controllo sull’Europa? Forse non applica ancora sanzioni pesanti – come quella dell’estromissione da Swift – per evitare contraccolpi negativi sulla propria sfera d’influenza europea? In questi giorni, Biden non rifornisce neanche con le armi l’Ucraina …”

“Forse. Come è anche vero che sta aspettando per mostrare all’Europa di non volere colpire subito il Cremlino con le sanzioni che inevitabilmente ricadrebbero sugli alleati stessi. Già da adesso, gli europei vengono colpiti dall’aumento dei prezzi del gas, del petrolio. Quando si passerà a sanzioni più pesanti, l’America ne sarà consapevolmente felice: vengono danneggiate la Russia e l’Europa, in quanto quest’ultima dipende per la rifornitura energetica di gas da Mosca, che a sua volta basa metà del proprio bilancio sulla vendita di esportazione di tale risorsa. L’unica a non indebolirsi sarà proprio la Casa Bianca. Certo, se la Russia non si fermerà all’Ucraina – come afferma Biden – e invaderà Stati membri della Nato, queste nazioni possono appellarsi all’articolo 5 della Nato, il quale prevede l’assistenza militare dell’intera organizzazione militare transatlantica. Si aprirebbero nuovi scenari di guerra.

“Cosa rischia Putin?”

Alla luce delle attuali circostanze, rischia ripercussioni interne: non tutti gli oligarchici russi erano d’accordo con l’offensiva messa in atto, bensì più propensi a negoziare. Putin rischia una defenestrazione se non riesce a conquistare entro poco quel che si è prefissato. Nessuno vuole correre il rischio di trascinare questa guerra in continui scontri come in Afghanistan; sanzioni pesanti, ovviamente, vorrebbero essere evitate da tutti. Un punto a suo vantaggio, invece, – va tenuto anche da noi in considerazione – è quello relativo al rallentamento della transizione ecologica: con la riduzione moscovita dell’esportazione dei gas all’occidente, l’Europa dovrà ricorrere a riprodurre gas da sé o incentivarne la produzione. La Russia, infatti, quando la transizione ecologica sarà completata, sarà sempre meno richiesta dall’Europa e perderà molto.”

“Prima Lei ha accennato al fatto che la Russia cerca in noi un alleato. Come agiamo?”

“Noi stiamo calmi, non ci esponiamo troppo. Non ci conviene. È importante tenere una relazione amichevole con Putin, ma non possiamo farci carico della responsabilità di appoggiarlo effettivamente in questa guerra con l’Ucraina, in quanto quest’ultima è nostro principale partner commerciale. La preoccupazione più impellente per ora è tenere d’occhio l’opinione pubblica. Sai che intendo e che bisogna fare; non dobbiamo far trasparire niente. Monitora tutto e tutti. Dobbiamo stare attenti: qualsiasi posizione che prenderemo rispetto alle azioni moscovite verrà interpretato dall’opinione pubblica come una possibile chiave di lettura delle nostre intenzioni su Taiwan (quella nostra maledetta provincia). Ma attenzione, poiché Putin dice di “attaccare l’Ucraina per liberare le minoranze russe oppresse”, con tutte le minoranze che ospitiamo noi nel nostro Paese rischieremmo un discorso analogo, una loro ribellione, se appoggiamo il Cremlino. Se vogliamo emergere definitivamente, stiamo attenti ora, perché l’America ci monitora. Ci osservano scrupolosamente. Per ora, non abbiamo pressioni. Calma.”

Le trame dei rapporti internazionali sono fitte e si portano dietro una lunga storia. Ma i conflitti di interesse sono potenti ed inestricabili a tal punto da rendere difficile trovare una mediazione diplomatica, un compromesso, sia per evitare un’ingiustificabile guerra, che uccide persone innocenti sia per non lasciare già inevitabilmente segnato il destino di un paese?  “Finché c’è competizione, c’è guerra. Per la pace, bisogna educare alla cooperazione solidale” diceva Maria Montessori. In quello che dovrebbe fare la diplomazia politica come missione, è possibile?

Un pensiero su “Russia-Ucraina-Nato: gli scenari possibili”
  1. È vero che la mente di un diciassettenne può essere quasi onnipotente ma questo è un ragazzo che fa musica , che nuota , che fa i compiti , che gioca o fa sport , che incontrerà amiche e amici ,come avrà fatto a trovare il TEMPO per studiare L ‘ agire politico del pianeta ? è nato un genio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *