I cambiamenti climatici ci sono sempre stati, nella storia del Pianeta. Ma il riscaldamento climatico a cui assistiamo da circa 150 anni è anomalo perché innescato dall’uomo e dalle sue attività. Si chiama effetto serra antropico e si aggiunge all’effetto serra naturale. Con la rivoluzione industriale l’uomo ha improvvisamente rovesciato in atmosfera milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra portando la quantità di CO2 presente in atmosfera al doppio rispetto ai minimi degli ultimi 700 mila anni (410-415 parti per milione rispetto a 200-180 parti per milione). Lo si può osservare anche quotidianamente grazie alle rilevazioni degli osservatori, come quello attivo al Mauna Loa, nell’arcipelago delle Hawaii. Da circa 15 anni i dati prodotti da migliaia di scienziati in tutto il mondo, analizzati e sistematizzati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), concordano nel dichiarare che il global warming deriva dall’effetto serra antropico, cioè innescato dalle attività dell’uomo. In realtà le basi scientifiche del collegamento tra i livelli di anidride carbonica e la temperatura erano state stabilite già nel XIX secolo, grazie al lavoro del Premio Nobel Svante Arrhenius, confermato dallo scienziato statunitense David Keeling negli anni Sessanta.

Ma quali sono i tipi di energia rinnovabile con i quali prevenire il cambiamento climatico?
Energia solare
L’energia solare rappresenta la fonte rinnovabile più nota, diffusa ed efficiente in Italia. Permette di produrre elettricità partendo dai raggi solari e, per trasformare l’energia da solare in elettrica. Può essere prodotta grazie a:
• Impianti fotovoltaici che si servono di pannelli di silicio per trasformare le radiazioni solari in energia elettrica.
• Gli impianti solari che sono collegati a un serbatoio di accumulo che riscalda l’acqua sostituendosi alla caldaia o allo scaldabagno.
• Il solare a concentrazione che è un sistema basato sull’uso di specchi che convogliano il calore in caldaie in grado di avviare un impianto termoelettrico.
• Il solare passivo che sfrutta in maniera naturale i raggi solari tramite la costruzione di edifici capaci di far passare una maggiore quantità di radiazioni

Energia eolica
L’energia eolica è quella che viene generata sfruttando il vento. Servendosi di pale eoliche, si usa la forza cinetica del vento per produrre energia meccanica, da cui si genera poi quella elettrica. L’energia eolica è dunque quella prodotta dalle correnti dei venti e si può considerare una forma di energia derivata dall’energia solare.
Energia geotermica
L’energia geotermica è quella che sfrutta il calore naturale della Terra, rilasciato dai processi di decadimento nucleare degli elementi radioattivi presenti all’interno del nucleo, del mantello e della crosta terrestre, come potassio e uranio. Questo calore viene successivamente trasformato in energia elettrica dalle centrali geotermiche.
Energia idroelettrica
L’energia idroelettrica viene prodotta dai moti dell’acqua. Questa forma di energia veniva usata in passato per far funzionare i mulini. Oggi, tramite turbine, viene trasformata in elettricità l’energia cinetica prodotta da cascate, fiumi, onde e maree. A produrre l’energia sono le centrali idroelettriche: queste sono solitamente costruite in montagna, in prossimità dei corsi d’acqua.
Energia da biomasse
L’energia da biomasse viene generata dagli scarti prodotti dall’uomo e, pertanto, non si può considerare propriamente inesauribile. Questa energia si produce, a partire da carburanti o sostanze organiche e rifiuti industriali e agricoli, tramite processi di combustione.
Energia oceanica
Tra le energie rinnovabili rientra anche la cosiddetta energia oceanica, che va distinta da quella idroelettrica. Questa, infatti, sfrutta il movimento di correnti e maree, oppure il moto delle onde, per produrre energia elettrica. Va ricordato che gli oceani sono anche in grado di produrre energia termica derivante dal riscaldamento delle acque provocato dall’irraggiamento solare.
