Dal 17 marzo al 10 aprile a Ladispoli si svolgerà “Non è la Sagra, il mese del carciofo romanesco”, quattro fine settimana in cui piazza Rossellini accoglierà gli appassionati dell’evento giunto alla sua settantesima edizione. Una versione inedita, dunque, come aveva anticipato qualche giorno fa il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, precisando che le condizioni sanitarie non consentivano ancora di realizzare questa manifestazione così importante, che richiama a Ladispoli migliaia di visitatori, nella sua veste solita.
Tuttavia non ha voluto, insieme agli organizzatori della sagra, rinunciare all’evento che promuove le nostre tradizioni il prodotto identitario del nostro territorio, il carciofo romanesco.
Così è stata progettata una valida alternativa alla Sagra classica, compatibile con le vigenti norme anti covid, per sostenere il comparto agricolo della nostra città e le numerose attività commerciali della ristorazione che da due anni a questa parte sono state fortemente penalizzate dalla pandemia. Si chiamerà “Non è la Sagra, il mese del carciofo romanesco”.
Ci saranno novità: per quattro fine settimana si svolgeranno iniziative come degustazioni e show cooking, dove il filo conduttore sarà, ovviamente il nostro carciofo. Si inizierà con “Carciofi e cioccolato” per proseguire, la seconda settimana, con “Gusto Italia”. La terza settimana sarà la volta di “Piazza dei Sapori”. Per concludere, la quarta settimana sarà dedicata agli agricoltori locali e alle loro ormai famosissime sculture di carciofi.
Finalmente dopo due anni potremmo rivivere la gioia della Sagra del Carciofo e non solo per tre giorni ma per ben quattro settimane.

La Sagra del Carciofo Romanesco è nata nel 1950 con l’obiettivo di rilanciare Ladispoli: così i fondatori della neonata Pro Loco ebbero l’idea di sfruttare il prodotto tipico locale, il carciofo, ortaggio particolarmente diffuso nelle campagne locali e considerevolmente apprezzato.
In quell’anno, il 2 aprile, si svolse la prima Sagra, che riscosse talmente tanto successo da attirare l’attenzione della stampa, aumentando il turismo e incrementando la crescita commerciale del paese. Ciò aprì alla popolarità di questa manifestazione i mercati del nord, come Firenze, Padova, Bologna e Verona, che iniziarono a richiederne grandi quantitativi. Ora questa sagra si presenta come una manifestazione fieristica di tipo commerciale e gastronomico. Si tratta della più antica kermesse a livello mondiale dedicata a questo ortaggio, che vanta oltre quaranta tentativi di imitazione. L’intento originario, rimasto immutato per tutte le successive edizioni della sagra, era quello di divulgare e far conoscere nel territorio circostante questo ortaggio, le sue virtù e allo stesso tempo promuovere Ladispoli oltre i suoi confini.
Grazie alla Sagra del Carciofo l’atmosfera nella città diviene magica, Ladispoli si riempie di visitatori che vogliono conoscere tutte le virtù di questo gustoso ortaggio, vogliono immergersi tra i vari stand enogastronomici per provare i menù a base di carciofo: un’esperienza unica, che va fatta proseguire e far giungere a più persone possibili.
