Si intitola Questa terra un giorno sarà bellissima lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Leonardo Imperi, che andrà in scena il prossimo 19 e 20 marzo al Teatro “Marco Vannini” di Ladispoli.
La scelta delle date di rappresentazione non è casuale: il 21 marzo ricorre infatti la Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
L’opera teatrale, di natura corale, sarà messa in scena dai ragazzi dell’Academy “La Valigia dell’attore”, tutti di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Gli attori coinvolti si sono preparati ascoltando vere testimonianze, leggendo pagine intere di atti processuali, vedendo documentari che hanno come protagonisti uomini che hanno vissuto tutto questo sulla propria pelle.

Leonardo Imperi, autore, attore, regista, docente di recitazione

Rappresenterà una storia tutta italiana, che parla di vittime, di carnefici, di famiglie private dei propri affetti e vite interrotte troppo presto. Assistendo allo spettacolo sarà possibile rivivere cinquant’anni di storia, a partire dal 1971 fino ad oggi. Anni di lotte, di vittorie e sconfitte.
Il titolo dell’opera è un messaggio di speranza ed è una citazione dello stesso Paolo Borsellino: “Questa terra, la Sicilia, un giorno sarà bellissima”, aveva affermato il giudice, “perché sarà in grado di liberarsi da tutto ciò che l’appesantisce”.
L’obiettivo dell’opera teatrale è quello di sensibilizzare più persone possibili al tema della mafia, al rifiuto dell’omertà e del silenzio davanti ai soprusi, con il desiderio che anche chi non ha visto possa comprendere e ricordare, non solo nei giorni delle commemorazioni, ma tutto l’anno. Perché questa storia non parla solo della Sicilia, ma dell’intera Italia. Nessuno escluso.
Quest’anno inoltre ricorre il trentennale della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, assassinati dalla mafia a soli 57 giorni di distanza.
Giovanni Falcone fu assassinato il 23 giugno 1992, con un’autobomba all’altezza dello svincolo di Capaci. Oltre a lui, nell’attentato furono uccisi la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Dopo appena 57 giorni, il 19 luglio 1992, la strage di Via D’Amelio coinvolse Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Quarto Savona Quindici era la sigla radio della Fiat Croma a bordo della quale viaggiavano gli agenti di scorta del Giudice Giovanni Falcone. I resti dell’auto sono custoditi in una teca

Le stragi di Capaci e Via D’Amelio furono brutali e sconvolgenti, ma purtroppo non furono le uniche.
Le vittime di Cosa nostra non sono iniziate, né terminate con le stragi che coinvolsero Falcone e Borsellino. Le vittime di mafia sono numerose: le stragi hanno coinvolto uomini innocenti, donne e bambini che hanno avuto come unica colpa quella di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. La lotta alla mafia è nata prima di Falcone e Borsellino, e tuttora prosegue. Diversi sono gli uomini che hanno dato la vita per proteggere la Sicilia e l’Italia stessa. Lo spettacolo della “Valigia dell’Attore” è un omaggio a queste persone. E a una terra che “un giorno sarà bellissima”.

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