Articolo di Giulia Mauriello, Dea Ciancamerla e Alessia Pecorella

Viviamo in un Paese ricco di tesori culturali e storici. Molti pensano che si debba viaggiare lontano per scoprirne di nuovi e affascinanti, quando in realtà basterebbe girare l’angolo per meravigliarsi dell’immenso bagaglio culturale che l’Italia ci offre. Quante volte ad esempio siamo passati su quel tratto di Aurelia che porta da Santa Marinella a Civitavecchia, eppure in pochi sono a conoscenza del fatto che lì, sotto l’area incolta antistante l’ingresso del Casale Alibrandi, si trova il cuore della colonia romana di Castrum Novum.

sito archeologico “Castrum Novum”

Fondato nel 264 a.C. circa, durante la prima guerra punica, questo insediamento marittimo ha pianta quadrata e presenta diversi ambienti. Divenne una città in epoca imperiale e forse esisteva ancora alle soglie dell’alto medioevo. Negli anni Settanta del Novecento, a causa della speculazione edilizia, ha rischiato di venire distrutto, come testimoniano alcune tracce di tentativi di costruzione recenti.

Noi della classe 3E, il 7 aprile, abbiamo avuto l’occasione di visitare proprio questo sito archeologico, guidati dagli esperti del luogo che con passione e serietà ci hanno reso partecipi delle scoperte fatte a Castrum Novum

L’esperienza è iniziata con la visione dei resti delle mura che recintavano l’area: da qui ha avuto inizio il nostro viaggio indietro nel tempo. Proseguendo lungo il perimetro delle mura abbiamo ripercorso la storia della colonia, passando dalle piccole stanze, al balneum¹, alle tombe di epoca cristiana.

Il presente è entrato in contatto col passato: noi stessi abbiamo attraversato l’Aurelia antica lì dove camminavano gli antichi. Durante la nostra visita gli archeologi hanno continuato a scavare, e ci hanno mostrato alcuni ritrovamenti, come un frammento di un coperchio, testimonianza della vita quotidiana dell’epoca.

Ripercorrendo la storia

Anche l’intrattenimento aveva la sua parte: i risultati degli scavi eseguiti presso l’angolo nord-ovest dell’area urbana del Castrum collocano nel II secolo d.C. la costruzione di un teatro di epoca imperiale. È stato possibile rilevare anche l’immagine dell’orchestra del teatro, dinnanzi alla quale sono situati il pulpitum² e la scena. Lo scavo ha dimostrato che il grande impianto viene a sovrapporsi alle strutture di un edificio preesistente, segno che in questo sito si sono susseguite varie epoche. Dall’alto del teatro, affacciato sul mare, è possibile osservare le peschiere, un importante complesso archeologico collegato alla città. Qui, a pochi metri dalla riva, riaffiorano dal mare i resti di queste vasche di itticoltura³.

Frammento di un coperchio

È stato molto suggestivo scoprire questo piccolo sito circondato dalla modernità, trovarsi tra resti di più di duemila anni fa per poi spostare lo sguardo e, in un attimo, tornare al presente, circondati dalle macchine che passano sull’autostrada e dalle case che costeggiano il litorale, in questo meraviglioso contrasto tra l’oggi e il passato.

Inoltre, per permettere alle persone di venire a conoscenza di questi scavi, vengono organizzate numerose iniziative: conferenze, incontri, rievocazioni storiche e anche la possibilità di aiutare ad effettuare gli scavi per chiunque fosse interessato attraverso l’iscrizione al gruppo archeologico.

piantina degli ambienti del Castrum

Note:

1-balneum: impianto termale.

2-pulpitum: il palcoscenico su cui recitavano gli attori.

3-itticoltura: attività che nell’ambito della pesca si occupa dell’allevamento e della riproduzione dei pesci.

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