La nostra società odierna è ancora basata sul patriarcato, anche se meno rispetto alle scorse generazioni. Ciò ha effetto non sono sulle donne, come molti credono, ma anche sugli uomini. L’insieme di questi effetti viene definito come “mascolinità tossica”, ovvero il rifiuto di tutto ciò che viene considerato femminile, la non accettazione della propria eventuale omosessualità e l’ostentazione di quei tratti che sono considerati quelli di un vero uomo.

Quante volte abbiamo sentito dire dai nostri nonni, genitori, amici frasi come “non fare la femminuccia” o “un vero uomo non piange”? Da sempre se un uomo piange viene considerato debole e poco virile, perché esprimere le proprie emozioni e mostrarsi vulnerabile non rientra nei tratti di un vero uomo ed è considerato un comportamento femminile. Ma essere sensibili e avere dei sentimenti è un tratto tipicamente umano: nasconderli non li fa svanire, anzi, spesso porta a problemi psicologici e alla chiusura in sé stessi per paura delle critiche.

Tutt’oggi molte persone considerano l’unica immagine possibile del maschio come quello che non chiede aiuto, che non mostra le proprie emozioni, che deve sempre dimostrare la propria forza e il proprio dominio, quando invece ci sono molte sfaccettature nell’essere uomo.

Anche l’omosessualità non è accettata: un uomo cresciuto con la convinzione che la figura maschile debba avere i tratti della mascolinità tossica ha molta difficoltà a poter accettare l’omosessualità propria o altrui.

Con il passare del tempo questi atteggiamenti di chiusura portano allo sviluppo di alcuni tratti mascolini tossici che molto spesso influiscono negativamente sulla mentalità di un bambino che cresce con questi ideali, portandolo a considerarsi sbagliato nel momento in cui non si immedesima in questi tratti.

Harry Styles. Fonte immagine: Wikipedia

Molte celebrità si sono battute contro questi stereotipi, come ad esempio il cantante Harry Styles, che ha posato per Vogue indossando un lungo abito azzurro convenzionalmente considerato femminile e dimostrando che un uomo non perde la propria virilità nel momento in cui non indossa uno smoking ma un vestito lungo. Altri esempi di artisti italiani sono Achille Lauro, che spesso abbiamo visto esprimersi senza curarsi degli stereotipi, oppure Damiano David dei Maneskin, che si è esibito più volte sul palco indossando gonne.

La mascolinità non è per natura tossica e un atteggiamento sbagliato si può facilmente prevenire: sta a noi giovani delle nuove generazioni aprire la mente e creare una società in cui ogni figura di uomo è accettata e crescere i nostri figli facendo insegnando loro l’accettazione dell’altro e l’uguaglianza tra gli esseri umani.

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Immagine di copertina: Mihai Paraschiv su Pixabay 

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