Con il 150° anniversario del Carnevale di Viareggio, quest’anno siamo tornati a sorridere dopo i due anni di pandemia. Tra carri allegorici e satirici, maschere, musica e fuochi d’artificio sicuramente non ci si può annoiare.

La storia del Carnevale di Viareggio comincia 150 anni fa, con l’idea di tenere una sfilata di carri il giorno di martedì grasso. Successivamente vennero introdotti i carri trionfali, di taglia maggiore, e dopo ancora arrivarono inni e musiche composte esclusivamente per questo evento. Col passare del tempo la cartapesta sostituì poi il legno, materiale che originariamente costituiva i carri, che permetteva sia di ridurre i costi e l’impatto sull’ambiente, che di costruire carri mastodontici.
L’importanza di questo carnevale, noto oramai a livello internazionale, è dovuta ad una continua evoluzione e miglioramento, dove gli spettatori possono divertirsi e dove gli artisti trovano campo libero per la loro creatività.
Questa creatività, nel 1931, fece nascere la maschera del Carnevale viareggino: Burlamacco. Oggi simbolo della città, Burlamacco ha varie provenienze. Innanzitutto come non ricordare la “burla” carnevalesca, ma anche la Burlamacca, ovvero il canale che attraversa Viareggio. Si ipotizza che esso possa assomigliare persino a Buffalmacco: uno dei personaggi del Decameron di Boccaccio.

Anche quest’anno i carri grandi – cioè di prima e seconda categoria – volevano trasmetterci messaggi importanti, quali problemi di attualità tra guerre, politica e inquinamento. Altri carri invece portano alla luce la mitologia, serie TV e film, fumetti o semplicemente temi più soft e divertenti. D’altronde il compito del carnevale è quello di farci divertire e di farci sentire diversi da noi stessi almeno per un giorno.


Ogni carro ha una sua coreografia, che accompagna i movimenti della cartapesta, e questa sembra prendere vita. Tutti i personaggi raffigurati muovono le mani, le dita e chiudono gli occhi, i cani abbaiano e scodinzolano. Ad esempio quest’anno un carro di prima categoria raffigura un gorilla che si alza in piedi. Il saper progettare e mettere insieme tutti pezzi possiamo semplicemente definirla arte. Al seguente link potrete vedere uno dei carri più belli, dal titolo Goodbye Blue Sky, pieno di effetti speciali e giochi di luce: GoodBye Blue Sky

Le sfilate dei carri iniziano con la banda della città e con l’inno d’Italia: dopo l’alzabandiera si può dare inizio al divertimento. Tra balli, canzoni, costumi stravaganti, coriandoli e giochi di luce si arriva al termine della giornata. Ora il Carnevale ci saluta con dei fuochi d’artificio spettacolari, che lasciano a bocca aperta grandi e piccini.
Foto e video di Francesca Chianese
