L’opera Gli amori difficili di Italo Calvino, è probabilmente uno dei lavori meglio riusciti dello scrittore. Si tratta di una raccolta di quindici novelle scritte tra il 1949 e il 1967, molte delle quali pubblicate per la prima volta nel 1958 nel volume antologico I racconti, precisamente nelle ultime due sezioni, intitolate come le due parti di questa raccolta: Gli amori difficili e La vita difficile. Le avventure raccontate dei personaggi sono molte e tutte diverse, tuttavia il termine “avventura” è ironico: quasi sempre Calvino infatti narra di movimenti interiori e di viaggi verso il silenzio, inteso come difficoltà di comunicazione sempre presente al fondo dei rapporti umani, ma anche silenzio come valore preziosissimo e strumento di vera comprensione.

Fatta questa premessa possiamo focalizzarci sul punto centrale del libro estremamente legato ai nostri giorni: la distanza tra corpo e mente e il rapporto con la fisicità. Gli amori difficili è un libro che fotografa le dinamiche dell’amore da prospettiva diversa: più che sull’amore, sul concetto di “coppia”.
Una relazione è fatta anche di silenzi, momenti sospesi, azioni imponderabili di cui non è possibile prevederne lo sviluppo successivo: Calvino riesce a meraviglia a dare uno spaccato di questa situazione, facendo prendere forma a venti coppie, quaranta persone che nei vari racconti che si susseguono (solo due narrati in prima persona), si guardano, si toccano, si parlano, sognano ad occhi aperti.
L’amore è anche una cosa difficile: paradossalmente Calvino sembra voler dirci che questa particolare relazione tra due persone sia fondata in realtà su un principio di incomunicabilità, su una difficoltà nell’approcciare l’altro, su un disagio verso sé stessi che si riflette al momento del contatto con l’altra persona.
In altre parti come ne “L’avventura dei due sposi” possiamo percepire la frenesia da cui oggi siamo ancora colpiti. Il racconto descrive la vita quotidiana di due giovani sposi, due operai, di una vita familiare vincolata e condizionata dai rispettivi orari di lavoro. Il protagonista maschile, Arturo Massolari, esercita il turno di notte; di conseguenza rientra a casa nel momento in cui il personaggio femminile, Elide, deve svegliarsi per andare al lavoro.
Il tempo per scambiarsi qualche parola, qualche sguardo, qualche tenero abbraccio è limitato; il semplice intreccio fa emergere l’inesorabile gioco di incontri con cui si articolano le giornate dei due sposi, ma anche i loro gesti delicati di affetto che ne alleggeriscono la durezza.
I due, che dormono l’uno dal lato del letto dell’altro per sentirne il calore lasciato, rappresentano a pieno la lontananza affettiva che a causa dei tempi moderni tutt’ora viviamo, rendendo Calvino non solo attualissimo, ma anche uno scrittore impeccabile.
Immagine di copertina: Johan Brun – Oslo Museum/Digitalt Museum, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51484504
